Giallo di Pietracatella, il cerchio si stringe: sospetti su quattro o cinque persone | isNews
Attesa per la svolta dell’inchiesta della Procura di Larino, che sulla morte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi indaga per duplice omicidio premeditato. Altre persone convocate in Questura
CAMPOBASSO. Giallo di Pietracatella, sulla morte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, madre e figlia avvelenate dalla ricina, i sospetti degli inquirenti “su quattro, cinque persone al massimo”. È quanto trapela da fonti investigative.
Il cerchio, dunque, comincia a stringersi, con gli inquirenti che stanno seguendo delle piste precise e che per attendono anche l’esito degli accertamenti informatici condotti sul telefono di Alice Di Vita, sorella e figlia delle due vittime, e sui dispositivi elettronici (5 cellulari, di cui soltanto 2 dotati di Sim, un computer portatile e un tablet) di proprietà o utilizzati da Sara e Antonella, sequestrati ieri durante il sopralluogo nella casa di Pietracatella. Alla quale, al termine delle operazioni, sono stati riapposti i sigilli. Non si tornerà nell’abitazione a breve, questo è quanto è emerso, per cercare eventuali tracce residue di ricina.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Larino, che ha aperto un fascicolo per duplice omicidio premeditato, va avanti. Così come proseguono gli interrogatori in Questura di amici e parenti della famiglia Di Vita. Oltre centro, fino ad oggi le persone sentite dalla Squadra mobile di Campobasso, tutte persone informate sui fatti. L’inchiesta, in attesa della svolta, resta contro ignoti.
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