Pancia scoperta e movimenti sinuosi: è polemica sul nuovo balletto della Flotilla
Pancia scoperta, capo coperto con la kefiah nello stile dei miliziani e movenze sinuose. È il nuovo video della Flotilla che circola online, che sta facendo rumore e che riapre la discussione sull’approccio degli attivisti alla causa che dicono di portare avanti. Sostengono di essere in mare per portare viveri e generi di sostentamento a Gaza ma anche durante la missione autunnale questa narrazione era stata sconfessata, non avendo trovato derrate alimentari in quantità come dichiarato. Ma sono stati loro stessi ad ammettere che si tratta di un viaggio politico più che umanitario, come confermato anche dagli attivisti, mentre alcune associazioni di palestinesi che si sono dissociate dalla missione. I concerti mentre le persone a Gaza muoiono di fame? Non sono adeguati secondo i palestinesi, che chiedono un profilo più basso agli attivisti.
Un profilo che non si può certo identificare con quello tenuto dalle due ballerine del video diventato virale che, con movenze sinuose, chiedono la liberazione di Saif Abukeshek e Thiago Avila, il cui trattenimento in Israele è stato confermato da Israele per alcuni giorni. Le due attiviste per Gaza ignorano probabilmente che quel balletto, fatto nella Gaza di Hamas che non condannano, porterebbe loro problemi gravissimi. Espongono le braccia e l’addome, infatti, e questo violerebbe le norme sulla pubblica decenza imposte dal Ministero per la Promozione della Virtù e la Prevenzione del Vizio. Le autorità locali richiedono solitamente che le donne indossino abiti larghi e coprenti, come l’hijab o l’abaya, in ogni spazio pubblico. Inoltre, il ballo e la musica sono haram, ossia peccato, quindi proibiti, tanto che in passato, Hamas ha interrotto eventi culturali e arrestato individui per “comportamenti immorali” o per aver partecipato a spettacoli misti senza autorizzazione.
L’uso della kefiah in questo contesto, pur richiamando lo stile dei miliziani, non basterebbe a proteggere le attiviste da un sistema che considera tale condotta una sfida diretta alla moralità religiosa e politica del regime.
Si professa vicinanza a una causa ignorando la natura del regime che la governa: se il balletto inscenato sul ponte della barca avvenisse tra le strade di Gaza, la risposta di Hamas non sarebbe un applauso alla libertà di espressione, ma una repressione brutale in nome della Sharia. Ignorare questo fatto significa ignorare la condizione delle donne palestinesi che vivono quotidianamente quella condizione, dove il velo non è mai una libera scelta ma una sofferta imposizione.
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