Emilia Romagna

Alex Zanardi morto, il dolore della madre Anna a Castel Maggiore


Da Castel Maggiore, nella casa di famiglia di via Dante Alighieri, arriva il racconto più intimo e struggente dopo la morte di Alex Zanardi. A parlare è sua madre Anna, oltre ottant’anni, provata da un dolore che si aggiunge ad altre perdite già vissute nel corso della sua vita. Nell’intervista rilasciata a la Repubblica, Anna racconta con voce stanca e spezzata le ore successive all’addio al figlio, salutato a Padova prima del rientro nella casa dove Alex era cresciuto. “Resta tanto amore. Mi stanno chiamando da tutto il mondo. Il telefono è pieno di messaggi”, dice, cercando di trovare parole dentro un dolore che sembra impossibile da spiegare.

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La casa di Castel Maggiore e il ricordo di Alex Zanardi

Il piccolo cancello, il giardino, le siepi in fiore, il cortile. È qui, a Castel Maggiore, che si concentra oggi il lutto della famiglia Zanardi. Proprio quel cortile che Alex aveva descritto come “un mondo senza limiti in uno spazio piccolissimo” torna a essere il simbolo di una vita piena, intensa, segnata da successi straordinari e prove durissime. Prima di trasferirsi a Castel Maggiore, la famiglia viveva a Bologna, nella zona di Casaglia, sopra il quartiere Saragozza. Poi il trasferimento con i genitori Dino e Anna e la sorella maggiore Cristina, morta giovanissima in un incidente stradale. Il padre Dino, idraulico, morì poco più che cinquantenne a causa di un tumore. Anna invece portava avanti la casa e lavorava come sarta, mestiere imparato dalla madre e dalla zia. Alex ha spesso ricordato quei momenti semplici e profondi: il rumore della macchina da cucire prima di addormentarsi, la madre che si svegliava alle quattro del mattino per cucire asole e bottoni a mano sotto la luce di una lampadina.

“Alex è stato il massimo”: il ricordo della madre

Anna ripercorre con lucidità e tenerezza il rapporto con il figlio. “Alex è stato un ragazzo dolcissimo, un ragazzo stupendo”. Poi aggiunge: “Alex è stato il massimo. Mi ha dato tante di quelle soddisfazioni. Adesso, però, le sto pagando tutte. Ma insomma, è andata così”. Le tornano in mente i viaggi negli Stati Uniti, i grattacieli con la scritta “Go Alex”, le immagini in televisione delle vittorie paralimpiche, le medaglie conquistate dopo il terribile incidente che nel 2001 gli costò entrambe le gambe. Per Anna, tutto questo non è mai stato soltanto sport o notorietà. “Per me Alex è stato il massimo, davvero”.

Le domande senza risposta sulla morte di Alex Zanardi

La morte di Alex Zanardi è arrivata all’improvviso, lasciando sgomento e interrogativi ancora aperti. “A mezzogiorno stava bene, la sera non c’era più”. Anna spiega di aver saputo tutto venerdì sera, attraverso il fratello, avvisato dalla nuora Daniela. “Non si sa cosa sia stato, se è colpa di un arresto cardiaco, di una polmonite fulminante. Non si sa. Adesso vedremo cosa diranno”. Parole che raccontano non solo il dolore, ma anche l’attesa di una spiegazione che forse non riuscirà comunque a colmare il vuoto.

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