L’acqua del rubinetto fa venire i calcoli? Gli esperti: “Il vero rischio è bere troppo poco”
3 maggio 2026 – ore 8:00 – Nonostante l’acqua di rubinetto sia sottoposta a controlli costanti e venga considerata tra le più sicure in Europa, in molti continuano a preferire quella in bottiglia, spesso per timori legati alla salute. Tra i dubbi più diffusi c’è quello sui reni: bere l’acqua di casa può favorire la formazione di calcoli? Secondo gli esperti, la risposta è no. Non esiste infatti una correlazione diretta tra l’acqua del rubinetto e i calcoli renali. A chiarirlo è anche l’Istituto Superiore di Sanità, che ricorda come l’acqua potabile distribuita nelle abitazioni italiane rispetti in oltre il 99% dei casi i parametri sanitari previsti.
Gran parte dell’acqua che arriva nelle case italiane proviene da falde sotterranee naturalmente protette. Gusto, odore e durezza possono cambiare a seconda della zona, ma questo non significa che l’acqua sia meno sicura. L’odore di cloro, ad esempio, può essere attenuato semplicemente lasciando riposare l’acqua in una caraffa per alcuni minuti o conservandola in frigorifero.
Il nodo principale riguarda il cosiddetto “calcare”. Molti pensano che un’acqua più dura, cioè ricca di calcio e magnesio, possa depositarsi nei reni come accade nelle tubature domestiche. In realtà si tratta di una falsa convinzione: nelle condutture il calcare forma incrostazioni solide, mentre nell’acqua i minerali restano disciolti e non rappresentano un fattore di rischio diretto per la comparsa dei calcoli.
Anche la Fondazione Veronesi sottolinea che il problema è spesso opposto: bere troppo poco. Una scarsa idratazione concentra le sostanze presenti nelle urine e aumenta il rischio di cristallizzazione. I calcoli renali possono dipendere da diversi fattori, tra cui predisposizione genetica, alimentazione ricca di sale o proteine animali e alcune patologie specifiche.
Per chi non soffre di problemi renali, quindi, non esiste un’acqua “migliore” in assoluto: ciò che conta davvero è bere con regolarità. Diverso il discorso per chi ha patologie croniche o è in dialisi: in questi casi è necessario seguire le indicazioni del medico anche sulla composizione dell’acqua.
Bere l’acqua del rubinetto resta dunque una scelta sicura, economica e anche più sostenibile rispetto all’acqua in bottiglia, riducendo plastica, trasporti e costi. E se il sapore non convince, basta spesso una semplice caraffa per cambiare idea.
Articolo di Lorenzo Degrassi




