Magic Lo Hobbit: anteprima delle prime carte e dei prodotti del nuovo set Universes Beyond
Tre anni fa, Magic: The Gathering – Il Signore degli Anelli: Racconti della Terra di Mezzo è diventato il set più venduto nella storia del gioco, trascinato da un’operazione di marketing memorabile e da carte che ancora oggi fanno girare la testa ai collezionisti. Wizards of the Coast non poteva che tornare nella Terra di Mezzo, e lo fa con la storia che ha dato il via a tutto: Magic: The Gathering – Lo Hobbit, l’espansione dedicata al romanzo di J.R.R. Tolkien che ha preceduto e ispirato la trilogia dell’Anello. Il set arriverà nei negozi di tutto il mondo il 14 agosto 2026, con i prerelease fissati al 7 agosto, ed è stato presentato in anteprima stampa al MagicCon di Las Vegas da Annie Ellis, principal game designer e set design lead, e da Nick, senior narrative designer e creative set lead, entrambi al loro primo ruolo da lead su un’espansione.
Abbiamo visto le prime carte in anteprima esclusiva e ve ne parliamo nel dettaglio. Nel frattempo potete prenotarle su Amazon qui.
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Un’avventura (meccanica) inaspettata
La meccanica che definisce l’identità del set è il ritorno di Adventure, già vista in espansioni precedenti e tra le preferite del team di design. Il funzionamento è semplice: alcune carte hanno due facce in una, con un effetto principale sul permanente e una magia aggiuntiva, l’Avventura appunto, che può essere lanciata separatamente prima di giocare la carta vera e propria. È un meccanismo che si presta perfettamente alla struttura narrativa dello Hobbit, dove ogni personaggio è anche un’azione, ogni oggetto è anche una ricerca. Lo si vede già nelle prime carte mostrate in anteprima, da Bilbo fino all’Arkengemma, e sarà uno dei fili conduttori dell’intera espansione.
L’altro grande tema meccanico è quello dei Nani, e Annie Ellis ci ha tenuto a sottolinearlo con una certa enfasi: nel libro c’è un solo hobbit, ma i nani sono tredici, e il set li riflette pienamente.
Il sottotema degli equipaggiamenti si lega direttamente a questo: i nani e le armi vanno a braccetto in Magic da sempre, e Lo Hobbit non fa eccezione, con carte pensate per chi vuole costruire mazzi incentrati su creature equipaggiate. I gettoni Tesoro completano il quadro, legati soprattutto a Smaug e alla sua ossessione per l’oro della Montagna Solitaria. Per chi viene dal set del Signore degli Anelli, c’è una buona notizia: le identità cromatiche delle razze rimangono coerenti con quelle stabilite in Tales of Middle-earth, il che significa che le due espansioni potranno dialogare naturalmente sul tavolo da gioco.


Le prime carte de Lo Hobbit: ecco cosa abbiamo visto
Queste sono le carte che Wizards of the Coast ci ha mostrato in anteprima: personaggi, artefatti, magie e ritorni dal Signore degli Anelli, tutti rigorosamente in inglese perché la localizzazione italiana non è ancora stata annunciata.
Bilbo Baggins
Bilbo è il personaggio con più carte mostrate in anteprima, e non potrebbe essere altrimenti.
Il team ha scelto di raccontare la sua crescita attraverso due versioni distinte che rispecchiano momenti diversi del libro. La prima è Bilbo, Luckwearer, una creatura leggendaria non comune blu da due mana, Halfling Rogue 1/1: la sua Avventura si chiama Burglar’s Plot e permette di scambiare il controllo di due permanenti non terra che condividono un tipo, un riferimento diretto ai trucchi da scassinatore che Bilbo mette in campo per aiutare i nani a Bosco Atro. Sul fronte creatura, Bilbo non può essere bloccato e quando infligge danno da combattimento a un giocatore pesca una carta e poi ne scarta una. Esiste anche in versione Dragon Hoard Frame e in una promo esclusiva Commander Party.

La seconda versione è Bilbo, Thief in the Night, il Bilbo mythic, sempre Halfling Rogue ma stavolta 2/2: le magie lanciate da zone diverse dalla mano costano un mana in meno, e quando Bilbo attacca puoi lanciare un artefatto, un istantaneo o una stregoneria direttamente dal cimitero.
Se quella magia sarebbe finita nel cimitero, viene esiliata. È una carta pensata per il gioco lungo, che trasforma il cimitero in una seconda mano e premia chi riesce a far passare Bilbo in combattimento turno dopo turno.

Smaug il Magnifico
Se Bilbo è il cuore narrativo del set, Smaug the Magnificent è la sua stella più brillante, e Wizards lo sa bene. La carta mythic è una Legendary Creature Dragon rossa da quattro mana, 4/3 con volare e rapidità: ogni volta che attacca infligge danni pari al numero di gettoni Tesoro che controlli a qualsiasi bersaglio, e all’inizio di ogni mantenimento crea un gettone Tesoro. Il risultato è un drago che cresce in pericolosità a ogni turno, che si autofinanzia e che dal momento in cui entra in campo minaccia di chiudere la partita nel giro di pochi cicli. La citazione nel flavor text, “You think you will get a fair share? If you get off alive, you will be lucky”, è presa direttamente dal libro e difficilmente poteva stare su una carta più appropriata.

Smaug esiste in tre versioni: la carta del set principale con l’illustrazione di Francisco Miyara, la variante Dragon Hoard Frame firmata da John Tedrick che lo ritrae disteso sul suo hoard dorato, e la versione Headliner Gleaming Gold, il trattamento speciale riservato alle carte di punta del set, con una cornice in oro foil ispirata ai manoscritti medievali illuminati. Quest’ultima, secondo il team, è pensata per sembrare un oggetto degno della stessa Montagna Solitaria.

La compagnia e i suoi alleati
Non c’è Lo Hobbit senza i tredici nani di Thorin, e il set lo dimostra fin dalle prime carte mostrate. Thorin, Mountain-king è una Legendary Creature Dwarf Noble rossa da cinque mana, 3/4 con travolgere: quando entra in campo puoi attaccare quanti equipaggiamenti vuoi a una creatura che controlli, e quando uno o più equipaggiamenti vengono attaccati in questo modo quella creatura infligge danni pari alla sua forza a un bersaglio a scelta.
È una carta che trasforma il momento dell’equipaggiamento in un’azione offensiva immediata, perfetta per i mazzi orientati agli artefatti che il set chiaramente vuole incentivare. Esiste anche in versione Book Cover Cards, il trattamento ispirato alle copertine dei romanzi fantasy degli anni Sessanta e Settanta, di cui parliamo più avanti.

Tra i comprimari più interessanti ci sono Tom, Bert, and William, i tre troll della Landa dei Troll: Legendary Creature Troll verde da cinque mana, 5/5, con un’abilità che permette di sacrificare una creatura per pescare carte pari alla sua forza e poi scartarne una. Quando muoiono, se erano creature, tornano in campo come artefatto, esattamente come accade nel libro quando Gandalf li pietrifica con la luce del sole. È una delle carte più fedeli al testo di Tolkien che abbiamo visto nell’intera anteprima. Esiste in versione main set, Extended e in una promo esclusiva Gen Con.

Chiude il gruppo An Unexpected Party, incantesimo bianco da cinque mana con Avventura: il lato Adventure, chiamato At the Door, crea X gettoni Nano 2/2 rossi, mentre il lato incantesimo fa scegliere un tipo di creatura e assegna +2/+2 a tutte le creature di quel tipo che controlli.
Una carta che fa esattamente quello che promette il nome, inondando il campo di battaglia di nani nel giro di pochi turni.

Artefatti e magie
L’Arkengemma, nota anche come Cuore della Montagna, è forse la carta non creatura più importante mostrata in anteprima. È un Legendary Artifact mitico da cinque mana con Avventura: il lato Adventure, Seek the Heart, cerca nel grimorio una creatura leggendaria, la rivela e la mette in mano, poi rimescola. Sul lato artefatto, le creature che controlli ricevono +1/+1 e all’inizio della fase finale peschi una carta. È una carta che fa quasi tutto quello che un mazzo midrange o Commander potrebbe desiderare: tutoring, anthem e card advantage in un unico permanente leggendario. Esiste in versione main set, Dragon Hoard Frame e Book Cover Cards.

Riddles in the Dark è l’istantaneo blu da tre mana dedicato alla scena più iconica del libro, quella del duello di indovinelli tra Bilbo e Gollum nella caverna.
Il funzionamento richiama quello del classico Fact or Fiction: guardi le prime quattro carte del grimorio, le separi in due pile coperta e scoperta, l’avversario sceglie quale metti in mano e quale nel cimitero. È un gioco di bluff e lettura dell’avversario che traduce perfettamente in meccanica la tensione di quella scena. Esiste in versione main set, Extended e in una promo esclusiva Magic Spotlight: The Hobbit.
Chiude questa sezione Wood Elves, una comune verde da tre mana, Creature Elf Scout 1/1, che quando entra in campo cerca una Foresta nel grimorio e la mette direttamente in gioco. È una ristampa storica, stampata per la prima volta nel 1997, che secondo Annie Ellis non ha mai lasciato il file di design dall’inizio alla fine della lavorazione del set. Il motivo è semplice: Magic è un gioco che deve moltissimo all’opera di Tolkien, e avere gli Elfi del Bosco nel set dedicato allo Hobbit era semplicemente inevitabile.
Il flavor text cita direttamente il testo originale di Tolkien, e la carta sarà finalmente legale in Standard.


I Box Topper: i ritorni da Tales of Middle-earth
Chi ha giocato o collezionato il set del Signore degli Anelli troverà tre vecchie conoscenze tra i Box Topper de Lo Hobbit, proposte con illustrazioni e trattamenti completamente nuovi. È un modo per celebrare il ritorno nella Terra di Mezzo senza ripetersi, e per dare ai giocatori che erano partiti da Tales of Middle-earth un motivo in più per tornare.
Il primo è The One Ring, l’Unico Anello, Legendary Artifact da quattro mana con indistruttibile: quando entra in campo, se è stato lanciato, ottieni protezione da tutto fino al tuo prossimo turno; all’inizio del mantenimento perdi un punto vita per ogni segnalino peso che porta; tappandolo aggiungi un segnalino peso e peschi carte pari al numero di segnalini peso. Nel contesto de Lo Hobbit è ancora solo un anello magico che rende invisibili, ma chi conosce il Signore degli Anelli sa già benissimo in quale mostro si trasformerà.

Il secondo è Sauron, the Dark Lord, Legendary Creature Avatar Horror multicolore da sei mana, 7/6: ha Ward che richiede di sacrificare un artefatto o una creatura leggendaria per neutralizzarlo, accumula Orchi ogni volta che un avversario lancia una magia, e ogni volta che l’Anello ti tenta puoi scartare la mano per pescare quattro carte. Era uno dei Commander più giocati del primo set, e il team ha confermato che la meccanica dell’Anello che tenta non sarà presente nel set principale de Lo Hobbit, ma sopravvive nei Box Topper per chi vuole continuare a giocare quella strategia.

Il terzo è Tom Bombadil, Legendary Creature God Bard a cinque colori, 4/4: finché ci sono quattro o più segnalini lore tra le Saghe che controlli ha esacro e indistruttibile, e ogni volta che l’ultimo capitolo di una Saga si risolve rivela carte dal grimorio fino a trovarne un’altra Saga e la mette direttamente in campo.
Era il Commander preferito di chi costruiva mazzi a tema Saghe nel primo set, e rivederlo con una nuova illustrazione di Omar Rayyan è uno dei momenti più emozionanti dell’intera anteprima.

Come Smaug sul suo oro: i trattamenti da collezione
Come per il Signore degli Anelli, anche Lo Hobbit punta forte sull’aspetto visivo e collezionistico, con una serie di trattamenti alternativi pensati per rappresentare momenti e atmosfere diverse del romanzo.
Il più diffuso è il Dragon Hoard Frame, una cornice calda e pergamenacea ispirata ai tesori della Montagna Solitaria che accompagna alcune delle carte più importanti del set, tra cui Smaug, Bilbo e l’Arkengemma. È il trattamento che vedrete più spesso nelle Collector Booster e che dà al set la sua identità visiva più riconoscibile.
Le Book Cover Cards sono invece il trattamento ispirato alle copertine dei romanzi fantasy tascabili degli anni Sessanta e Settanta, quelle che potevate trovare nelle biblioteche di quartiere o nelle librerie dell’usato.
Hanno un’estetica volutamente vintage e consumata che le rende immediatamente riconoscibili. Le abbiamo viste su Thorin e sull’Arkengemma, e il team ha confermato che ne esistono altre nel set.
Le Headliner Gleaming Gold sono il trattamento di punta, riservato a pochissime carte e ispirato ai manoscritti medievali illuminati: bordi dorati, foil oro e un’illustrazione che sembra uscita direttamente dal tesoro di Smaug. La versione di Smaug the Magnificent con questo trattamento è probabilmente la carta più spettacolare dell’intera anteprima.
Le Borderless Dwarven Language Cards sono invece una chicca per i fan più accaniti di Tolkien: alcune carte, tra cui una ristampa di Arcane Signet, vengono stampate interamente in lingua nanica, con rune al posto del testo di regole. Si trovano esclusivamente nelle Collector Booster e sono probabilmente le carte più di nicchia dell’intero set, nel senso migliore possibile.

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I prodotti de Lo Hobbit: tutto quello che uscirà
La lineup de Lo Hobbit è ricca e copre tutti i tipi di giocatori, dai nuovi arrivati ai collezionisti più incalliti.
Il prerelease è fissato al 7 agosto 2026, mentre la disponibilità globale è prevista per il 14 agosto 2026.
Per chi vuole aprire bustine ci sono i classici Play Booster e le Collector Booster, queste ultime imprescindibili per chi punta ai trattamenti alternativi e alle Borderless Dwarven Language Cards. Il Bundle include un mix di Play Booster e accessori, mentre il Gift Bundle è la scelta giusta per chi vuole mettere le mani sulle terre stagionali del Buco nella Collina di David Peterson, disponibili al suo interno in versione surge foil. Il Draft Night Kit è pensato per chi vuole vivere l’esperienza de Lo Hobbit in compagnia, con tutto il necessario per una serata di draft tra amici.
Due Scene Box completeranno l’offerta al lancio: una dedicata alla scena della cena inaspettata a Casa Baggins, l’altra al tesoro di Smaug nella Montagna Solitaria, entrambe con illustrazioni inedite tratte dal romanzo. Il Gift Bundle è invece previsto per il 4 settembre 2026, qualche settimana dopo il lancio principale.
L’avventura non finisce qui: nel 2027 arriverà il Battle of Five Armies Co-op Kit, un prodotto pensato per giocare in cooperativa con gli amici contro gli orchetti e i warg di Gundabad, o in alternativa in modalità libera tutti contro tutti. Non ci sono Commander Deck dedicati al set, ma il team ha confermato che molte carte sono state progettate tenendo esplicitamente in mente il formato Commander.

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