Sant’Efisio 2026, l’abbraccio di Cagliari al Martire glorioso – Cagliaripad.it
I colori, i costumi e i profumi della festa di Sant’Efisio hanno animato le strade di Cagliari in una mattinata carica di spiritualità e tradizione. Una celebrazione secolare che, come da rito, parte dalla chiesa di Stampace per raggiungere Nora, luogo del martirio, per poi fare ritorno entro il 4 maggio, quando il voto viene sciolto.
Tradizione e rispetto
Nonostante la forte continuità con la tradizione, l’edizione 2026 porta con sé alcune novità. A causa della diffusione della dermatite nodulare contagiosa dei bovini, è stato vietato l’impiego dei buoi: un’assenza significativa che ha modificato profondamente il corteo.
Le tradizionali traccas non hanno sfilato, ma sono state solo esposte, mentre il cocchio ha lasciato spazio al trasporto del simulacro in spalla da parte dei confratelli. Rafforzata anche la sicurezza, con quattro guardiani a vigilare sul Santo, invece dei consueti due.

Il programma della mattinata
I gruppi folk si sono radunati fin dalle prime ore nel piazzale dei Salesiani, ricevendo poi la benedizione dell’arcivescovo Giuseppe Baturi.
Alle 8.30 è iniziato il cammino dell’Alter Nos Giovanni Porrà, che alle 9.30 ha ricevuto il tradizionale Toson d’Oro. Poco prima delle 11, i primi gruppi in abito tradizionale hanno raggiunto il Municipio di via Roma, mentre si svolgeva la messa con l’Alter Nos.
Dopo le 12, la statua del Santo ha lasciato la chiesa di Stampace per iniziare il lungo pellegrinaggio verso Nora, tra le strade ricoperte dai petali profumati di “Sa Ramadura”.
Il dramma che ha segnato la giornata
La festa è stata però segnata da un tragico evento. In via Santa Margherita, poco distante da Piazza Yenne, Elena Siddi, 55 anni di Sarroch, è stata colta da un malore fatale mentre si dirigeva verso il raduno dei gruppi folk.
La notizia ha gettato un’ombra di dolore sulla celebrazione, con il gruppo di Sarroch che in suo onore ha deciso di sfilare ma con la bandiera a lutto.
Fede e identità
Nonostante le difficoltà e i cambiamenti, la processione di Sant’Efisio continua a rappresentare uno dei momenti più profondi dell’identità sarda, capace di unire devozione, storia e senso di appartenenza.

Nel pomeriggio il Santo farà tappa a Giorgino, poi a Capoterra e infine partirà per Nora.

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