Emilia Romagna

Comunali Bologna 2027, nuovo movimento civico con Luca Prodi


A Bologna prende forma un nuovo movimento civico che guarda già alle elezioni amministrative del 2027. Si chiama “Prospettiva Comune per Bologna 2027” e punta a costruire un’alternativa sia al centrosinistra guidato dal sindaco Matteo Lepore sia al centrodestra. A guidare il progetto è Andrea De Pasquale, ex esponente del Partito Democratico, affiancato da un gruppo di 24 cittadini tra cui anche Luca Prodi, nipote dell’ex presidente del Consiglio Romano Prodi e figlio dello scomparso Vittorio Prodi. L’obiettivo dichiarato è arrivare entro l’autunno alla scelta di un candidato da presentare per la sfida delle Comunali di Bologna 2027.

Andrea De Pasquale: “La sinistra non ci rappresenta più”

Il manifesto del gruppo, presentato con il titolo “Prospettiva Comune per Bologna 2027”, nasce con l’intenzione di riunire diverse anime civiche già attive sul territorio cittadino. A spiegare la linea politica è proprio Andrea De Pasquale. “Non ci sentiamo più rappresentati dal centrosinistra ma non potremmo mai esserlo dal centrodestra. L’unica è alzarsi dal divano e provare a fare qualcosa di alternativo”. Una posizione che punta a intercettare quella parte di elettorato deluso dal tradizionale schema politico cittadino e alla ricerca di una proposta nuova, autonoma e radicata sul territorio.

Chi c’è nel nuovo gruppo civico di Bologna

Oltre a Luca Prodi, tra i promotori figurano anche l’avvocato Marco Calandrino e il neuropsichiatra Emilio Franzoni. Il gruppo si presenta come una realtà civica trasversale, composta da professionisti, cittadini e personalità che intendono costruire una piattaforma politica centrata su temi urbani e amministrativi. L’obiettivo non è soltanto presentare una lista, ma diventare un contenitore capace di fare sintesi tra le varie esperienze civiche presenti a Bologna.

Le critiche alla politica locale

Nel manifesto, il nuovo movimento punta il dito contro una politica cittadina definita “complice di interessi particolari”. Tra i temi più contestati ci sono l’uso del territorio, la mobilità urbana e il rapporto tra amministrazione pubblica e grandi interessi economici. Secondo i promotori, Bologna avrebbe progressivamente perso la capacità di mettere al centro il bene comune, lasciando spazio a logiche considerate troppo vicine ai grandi operatori economici. Una critica che si inserisce nel dibattito già acceso su urbanistica, grandi opere e trasformazioni della città.

Il modello Castel Maggiore

Per De Pasquale, il riferimento politico e amministrativo è l’esperienza di Castel Maggiore, dove il Partito Democratico è stato sconfitto due anni fa dall’attuale sindaco under 30 Luca Vignoli. “Il modello è quello di Castel Maggiore”, spiega De Pasquale, indicando nel successo di Vignoli e del suo gruppo di giovani sostenitori un esempio concreto di come si possa costruire una proposta alternativa credibile anche in territori tradizionalmente vicini al centrosinistra. Un’esperienza che il nuovo gruppo civico vorrebbe replicare anche sotto le Due Torri.

Anche Giovanni Favia guarda con interesse

A osservare con attenzione la nascita del nuovo soggetto politico c’è anche Giovanni Favia, ex esponente del Movimento 5 Stelle, oggi imprenditore nella ristorazione e già attivo in vista delle prossime comunali con il suo movimento civico “Uniti per Bologna”. Favia non esclude una possibile convergenza. “C’è tutto il tempo per smussare gli angoli ed unire le forze. E anche se così non fosse le intenzioni sono comuni”. Parole che aprono alla possibilità di future alleanze civiche, in uno scenario che potrebbe diventare sempre più competitivo in vista del 2027.

 


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »