Meta e minori: UE accusa violazione DSA, multa fino a 12 miliardi
Bastava inserire una data di nascita falsa per accedere a Facebook e Instagram da minorenni. Lo sapevamo tutti, ma ora è la Commissione Europea a dirlo ufficialmente: Meta viola il Digital Services Act non facendo abbastanza per impedire ai bambini sotto i 13 anni di usare le sue piattaforme. La decisione è preliminare, ma il peso è tutt’altro che simbolico.
L’indagine è durata quasi due anni e ha portato a una conclusione che Meta stessa fatica a contestare con argomenti solidi: i suoi strumenti per identificare e rimuovere gli utenti minorenni sono praticamente inefficaci. Anche quando qualcuno segnala un profilo di un under 13, spesso non succede nulla.
La Commissione definisce la valutazione del rischio condotta da Meta come “incompleta e arbitraria”, aggiungendo che contraddice evidenze scientifiche ampiamente disponibili. Secondo i dati raccolti nell’Unione Europea, tra il 10 e il 12 percento dei bambini sotto i 13 anni accede regolarmente a Facebook o Instagram, nonostante i termini di servizio vietino esplicitamente l’accesso a quella fascia d’età.
Quel che è peggio, secondo la Commissione, è che Meta avrebbe ignorato le prove scientifiche sui rischi specifici per i bambini più piccoli, che sono più vulnerabili ai danni causati da piattaforme come queste. È ancora in corso un’indagine separata sulle possibili dipendenze comportamentali che Facebook e Instagram potrebbero indurre nei minori.
Meta ora ha la possibilità di rimediare, aggiornando i metodi di valutazione del rischio e implementando strumenti di verifica dell’età più robusti. Se non lo farà, rischia una multa fino al 6 percento del fatturato globale annuo, che con i 201 miliardi di dollari di ricavi dichiarati per il 2025 potrebbe tradursi in una sanzione da 12 miliardi di dollari.
La risposta di Meta è quella che ci si aspetta: l’azienda dice di non essere d’accordo con le conclusioni preliminari e assicura di avere già misure in atto, promettendo ulteriori novità a breve. Difficile non leggere questa dichiarazione come una mossa tattica per guadagnare tempo, considerando che il problema della verifica dell’età sui social è dibattuto da anni in tutto il mondo.
Una multa miliardaria basterà a cambiare davvero le cose? O Meta preferirà pagare e continuare come prima? i numeri suggeriscono che il secondo scenario sia, purtroppo, quello più probabile.
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