Giuseppe Merigo. Di Enzo Pedrocco
Venezia
PERSONAGGI CURIOSI E BIZZARRI DEL SUO RECENTE PASSATO
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Giuseppe Merigo.
Sono certo che molti, in specie se…un po’ avanti negli anni come me, sicuramente lo ricorderanno. Scendendo dal battello a San Zaccaria era infatti pressoché impossibile, fino ad alcuni decenni addietro, non imbattersi in lui sia che ci si dirigesse, come in genere avveniva, verso la Calle delle Rasse sia verso il Ponte della Paglia, che erano i luoghi in cui era solito per lo più stazionare nel corso della giornata, scegliendo l’uno o l’altro a seconda di dove, di volta in volta, si raggruppava il maggior numero di persone.
Figura accattivante sia esteticamente che culturalmente, simile per molti versi alla figura del filosofo e del saggio presente nell’immaginario di un po’ tutti noi, ricordo che erano molti coloro che amavano intrattenersi con lui, compresi molti studenti, in dotte conversazioni su un singolo pensatore o su una corrente di pensiero, dissipando spesso i propri dubbi e le proprie perplessità grazie alle sue utili delucidazioni in proposito. Come ricordo, altresì, di aver tratto talvolta profitto anch’io sotto il profilo culturale, pur non partecipando, se non di rado, alle conversazioni, ma limitandomi perlopiù ad ascoltarle.
E tutto ciò senza che egli richiedesse mai alcunché in cambio del suo dotto aiuto, in quanto il compenso, quando c’era, gli veniva corrisposto in genere del tutto spontaneamente, e a propria completa discrezione relativamente all’entità, senza che egli trovasse mai alcunché da ridire su quest’ultima. E anzi, a prescindere da essa e sia che vi fosse o meno un compenso, invariabilmente ringraziasse l’interlocutore, esprimendogli tutto il suo piacere per il dialogo intrattenuto.
ENZO PEDROCCO
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