Veneto

Flotilla fermata da Israele, in mille in corteo a Padova per Anna e Gaza


Prima il presidio sul Liston, davanti a Palazzo Bo. Poi il corteo attraverso le piazze del centro storico. È cresciuta nel corso della serata la mobilitazione organizzata oggi, giovedì 30 aprile, a Padova dopo il fermo da parte di Israele di alcune imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, dirette verso Gaza. Secondo quanto riferito dai rappresentanti del Cso Pedro, al presidio convocato alle 18 hanno partecipato inizialmente circa 500 persone. Durante il corteo, il numero dei manifestanti sarebbe poi aumentato fino a raggiungere circa mille partecipanti.

Al centro della protesta c’è anche la vicenda di Anna Ghedina, 21 anni attivista padovana del Cso Pedro, che si trovava a bordo di una delle imbarcazioni fermate. La mobilitazione era stata convocata in modo urgente dopo le notizie arrivate nella notte sull’intervento della Marina israeliana contro parte degli equipaggi della Flotilla. «Siamo qui con almeno 500 persone che hanno risposto alla chiamata urgente alla mobilitazione dopo quello che consideriamo un sequestro di persone – dichiara Stella Salis del Cso Pedro -. Nella notte la Marina militare israeliana ha fermato alcuni equipaggi della seconda missione della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza. Secondo le informazioni che abbiamo, sono state arrestate oltre 175 persone, tra cui 22 italiani, e tra loro c’è anche Anna, una nostra compagna conosciuta a Padova per il suo percorso di attivismo fin dalle scuole superiori».

Dal Cso Pedro riferiscono di aver ricevuto, durante la manifestazione, notizie sul possibile trasferimento delle persone fermate verso la Grecia. «Abbiamo ricevuto una notizia di pochi minuti fa secondo cui la Marina israeliana starebbe portando in Grecia le persone fermate, con l’ipotesi di un rilascio e di un rimpatrio – prosegue Salis -. Non abbiamo però conferme ufficiali e soprattutto non abbiamo conferme sulle condizioni delle persone bloccate. Sappiamo che l’intervento della notte è avvenuto con modalità aggressive e che sono stati subito interrotti gli strumenti che permettevano di restare in contatto con gli equipaggi».

La protesta, spiegano dal centro sociale, non riguarda soltanto la sorte degli attivisti fermati, ma il significato politico e umanitario della missione. L’obiettivo della Flotilla, secondo gli organizzatori, era riportare l’attenzione internazionale su Gaza e sulla situazione della popolazione palestinese. «È importante parlare della Flotilla, ma lo scopo della Flotilla è guardare a quello che sta accadendo a Gaza e in Cisgiordania – afferma Salis -. Non si può parlare di tregua se le persone continuano a morire, se le scuole vengono distrutte e se mancano le condizioni essenziali di vita. Questa mobilitazione serve a riportare l’attenzione su Gaza».

Salis ha poi commentato anche le prese di posizione del governo italiano, chiedendo un intervento più netto sul piano diplomatico e politico. «Se la presidente del Consiglio si è esposta, possiamo dire che arriva con anni di ritardo – aggiunge Salis -. L’unica vera solidarietà che il nostro governo può portare a chi era sulla Flotilla e al popolo palestinese è interrompere ogni accordo economico, militare, istituzionale e accademico con Israele».

L’ultimo contatto con Anna, raccontano dal Cso Pedro, risalirebbe alla sera precedente al fermo delle imbarcazioni. La giovane padovana era partita da alcuni giorni, dopo una fase di preparazione ad Augusta insieme agli altri attivisti coinvolti nella missione. «L’ultimo contatto con Anna lo abbiamo avuto ieri sera – racconta Salis -. Ci spiegava come stava procedendo la missione. Prima della partenza gli equipaggi avevano svolto quasi un mese di training ad Augusta, per prepararsi alla vita in barca e a come reagire in caso di fermo da parte dell’esercito israeliano».

Nei giorni di navigazione, prosegue il racconto, gli attivisti avevano continuato a documentare la missione e a cercare attenzione mediatica. «La vita in barca era molto semplice – conclude Salis -. Pubblicavano contenuti, scrivevano articoli, raccontavano lo scopo della missione e cercavano di coinvolgere i media nazionali e internazionali. Si alternavano anche nei turni di gestione dell’imbarcazione. Nella barca di Anna erano in sette, mentre in quella di Luca, un altro nostro compagno, erano in undici».

Il corteo padovano si è mosso dal Liston attraversando il centro cittadino, con slogan per la liberazione delle persone fermate e a sostegno della popolazione palestinese. Nelle prossime ore sono attesi ulteriori aggiornamenti sulla posizione degli attivisti italiani e sulle verifiche diplomatiche avviate dopo il fermo delle imbarcazioni.

«Questa sera ho partecipato al presidio organizzato a Padova in sostegno della Global Sumud Flotilla – ha dichiarato Elena Ostanel,consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra – Reti Civiche, a margine della piazza cittadina. -. La Flotilla è stata intercettata nelle scorse ore ed è stata abbordata da navi israeliane al largo di Creta in acque internazionali: è l’ennesimo atto di pirateria internazionale del governo israeliano che non possiamo che condannare con fermezza. Nel silenzio della politica che sembra aver dimenticato la Palestina, Israele ancora una volta viola il diritto internazionale, ma non può continuare a rimanere impunito. Nella scorsa Legislatura abbiamo chiesto al Consiglio di condannare le azioni di Israele e continueremo a farlo con convinzione anche in questa Legislatura».

 


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