Processo per la morte di Andrea Prospero, il medico legale: “Poteva salvarsi”

Nuova udienza in Corte d’assise a Perugia per la morte di Andrea Prospero, lo studente di Lanciano trovato senza vita nel gennaio 2025 in un b&b del capoluogo umbro. Sul banco degli imputati c’è un diciannovenne romano, accusato di aiuto o istigazione al suicidio. Oggi, 30 aprile, in aula sono stati ascoltati i consulenti tecnici dell’accusa che hanno ricostruito cause e tempi del decesso dello studente lancianese.
Andrea Prospero “si sarebbe potuto salvare” se, dopo l’assunzione dei farmaci, fosse stato dato l’allarme e il diciannovenne fosse stato soccorso dai sanitari: a riferirlo – come riporta l’Ansa – è stato il medico legale Sergio Scalise Pantuso, intervenuto dopo il ritrovamento del corpo e poi incaricato dell’esame autoptico. Rispondendo a una precisa domanda del pubblico ministero, che gli ha chiesto se Andrea avrebbe potuto salvarsi qualora fosse stato soccorso anche mezz’ora dopo l’assunzione dei medicinali, Scalise ha risposto affermativamente. Il ragazzo, ha spiegato il medico legale, è morto per l’assunzione combinata di benzodiazepine e ossicodone, che hanno provocato una depressione cardiorespiratoria acuta.
Secondo Scalise Pantuso e il biologo forense Andrea Lazzarini, ascoltato anch’egli in aula, il decesso sarebbe avvenuto presumibilmente entro un arco massimo di quattro-cinque ore dall’ingestione delle pasticche. Otto compresse di ossicodone sono state rinvenute all’interno del corpo di Andrea durante l’autopsia. Venti quelle di Xanax che, secondo quanto emerso, mancavano dal blister vuoto trovato accanto al cadavere. Il medico legale ha confermato che la morte dello studente può essere fatta risalire al giorno della scomparsa, il 24 gennaio 2025, anche alla luce dello stato di decomposizione del corpo, rinvenuto cinque giorni dopo nell’appartamento di via Del Prospetto, nel centro storico di Perugia.
Andrea sarebbe morto nella stessa posizione in cui è stato trovato: semidisteso sul letto, riverso sopra il computer, davanti al quale avrebbe trascorso gli ultimi istanti di vita chattando con l’imputato. Gli operatori della polizia scientifica, intervenuti per il sopralluogo, hanno mostrato le fotografie dell’appartamento ma anche del corpo del ragazzo. In questa fase dell’udienza, il fratello maggiore di Andrea, Matteo, ha accusato un malore ed è svenuto. Soccorso dai sanitari, si è poi ripreso ed è rimasto fuori dall’aula insieme alla madre. Sono rimasti invece nell’aula degli Affreschi, seduti poco dietro all’imputato, il padre e la sorella di Andrea, in lacrime e abbracciati.
In altre immagini sono comparsi la corda ritrovata in bagno, a terra sotto il lavandino, il telefono e le schede telefoniche nel water, una busta con rifiuti, bottiglie di plastica e una confezione vuota di patatine, probabilmente tra le ultime cose consumate prima della morte. Il processo proseguirà l’11 giugno, quando saranno ascoltati gli investigatori della polizia postale.
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