Lazio

Minetti, la fallita trappola di Ranucci e Berlinguer per incastrare Nordio – Il Tempo


L’insinuazione del giornalista: il ministro avrebbe visto Minetti e Cipriani nella loro casa in Uruguay. II Guardasigilli interviene in diretta: «Totalmente falso»

Marco Zonetti

Prima serata movimentata quella di martedì scorso su Rete4, con l’ospitata di Sigfrido Ranucci nel programma condotto da Bianca Berlinguer, È sempre Cartabianca. Il conduttore di Report, interpellato sul caso Minetti, ha annunciato: «Una fonte ci avrebbe detto di aver visto Nordio nel ranch di Cipriani». Precisando che il ministro della Giustizia sarebbe «andato in quel ranch dove Minetti viveva con Giuseppe Cipriani, collegato anche lui a Epstein, dovrebbe avrebbe incontrato queste persone che poi hanno adottato il bambino».
Peccato però che, poco più tardi, Carlo Nordio abbia telefonato in diretta per smentire le parole di Ranucci. «Non esiste al mondo» ha tuonato il ministro. «Ma figurarsi se sono andato nel ranch di Cipriani in Uruguay. I miei spostamenti sono tutti documentati. Penso anche alle vie legali perché c’è un limite a tutto, anche a questo degrado morale e mediatico».

 

E ancora: «I primi di marzo di quest’anno? Ero impegnato nella campagna per il referendum. Sono stato in Uruguay e in Argentina per una breve missione ufficiale per gli accordi governativi l’anno scorso o due anni fa. Escludo in via assoluta di aver incontrato questi signori e di essere entrato nelle loro abitazioni. Non so da dove escano queste follie inventate di sana pianta».

Augusta Montaruli, vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai in quota FdI, ha definito «imbarazzante» la scena di «Sigfrido Ranucci ospite della trasmissione di Rete 4 “È Sempre Cartabianca” che delirava accuse confuse verso il ministro Nordio, che peraltro lo ha letteralmente mortificato in diretta televisiva».

Aggiungendo quindi che: «È evidente che questi comportamenti, lontanissimi da qualsiasi standard qualitativo giornalistico, rappresentano per la Rai un grave danno in termini reputazionali. Un’azienda che vale miliardi, che raccoglie pubblicità e che costruisce la sua credibilità proprio sui professionisti che vi lavorano, non può consentire che vadano in giro personaggi come Ranucci che si esibiscono in queste penose performance». La deputata Montaruli ha quindi rincarato: «È un danno aziendale grave. Viene da chiedersi cosa adesso intenda fare la Rai dinanzi a un giornalista, suo dipendente, che con il suo comportamento sta screditando in giro l’Azienda, riducendo il Servizio pubblico a macchietta. E come pensi di tutelare i propri interessi e quelli degli stessi italiani che pagano il canone e che non meritano di assistere a tutto questo».

 

Alle parole dell’on. Montaruli Ranucci ha risposto con noncuranza: «Il 3 maggio celebrerò al Petruzzelli di Bari la settimana della Giornata Mondiale della Libertà di Informazione con il mio spettacolo Diario di un Trapezista». Ma è evidente che la vicenda non si chiuderà qui.


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