Basilicata

Emergency: «Smantellamento della tendopoli di San Ferdinando crea nuovi ghetti»

Emergency critica lo smantellamento della tendopoli di San Ferdinando: senza alternative dignitose cresceranno solo marginalità, isolamento e tensioni sociali.


SAN FERDINANDO (REGGIO CALABRIA) – Resta alta la tensione nella Piana di Gioia Tauro. L’organizzazione Emergency ha espresso oggi una “forte preoccupazione per le notizie relative allo smantellamento della tendopoli di San Ferdinando e alle modalità con cui si intende procedere”.

Il piano è contenuto nel decreto 238 del 23 marzo 2026, inserito nel più ampio perimetro del “Decreto Caivano”, presentato dal Governo come “risposta al disagio giovanile e alla criminalità nelle periferie italiane”. Tuttavia, per chi opera sul campo, la soluzione appare lontana dal risolvere le criticità strutturali del territorio.

TENDOPOLI, DA SAN FERDINANDO ALLLO SPOSTAMENTO A TAURIANOVA, EMERGENCY: “NON È UNA RISPOSTA DIGNITOSA”

Il provvedimento prevede lo smantellamento dell’insediamento “ai fini della tutela pubblica e privata incolumità”, con il conseguente trasferimento dei migranti verso il borgo sociale di contrada Russo, a Taurianova, attraverso un “intervento rifunzionalizzante”.

Secondo l’ONG, però, “al momento non risultano chiare modalità, tempi e garanzie concrete”. L’ipotesi di utilizzare moduli container in un sito “che risulta in gran parte già occupato” e sovraffollato non è considerata accettabile. Si tratta di luoghi che, esattamente come la tendopoli attuale, “sono isolati, nonché lontani dai servizi essenziali e dai presidi sanitari”.

IL RISCHIO DI NUOVE MARGINALITÀ

Emergency, che opera nell’area dal 2011, sottolinea come le condizioni dei braccianti agricoli siano il risultato di “politiche di accoglienza e inclusione sistematicamente fallimentari”. La critica verso l’attuale strategia è netta: “Sgomberi senza soluzioni abitative dignitose e percorsi di integrazione producono solo nuove forme di marginalità e ghettizzazione”.

L’organizzazione avverte che l’attuazione di questo decreto “alimenterebbe solo tensioni e divisioni”, fallendo nel promuovere “diritti e sicurezza per le persone migranti”.

EMERGENCY SULLA TENDOPOLI SAN FERDINANDO: “SERVE UN MODELLO DI ABITARE DIFFUSO”

La proposta dell’ONG è un cambio di rotta radicale. Garantire il diritto alla casa deve significare “accompagnare le persone in percorsi di inclusione” ed “evitare concentrazioni forzate all’interno di luoghi isolati”, puntando su un “modello di abitare diffuso” che coinvolga attivamente le comunità locali. Per questo motivo, Emergency ha deciso di unirsi alle altre realtà del “Patto Territoriale”, chiedendo con urgenza “interlocuzioni con la Prefettura e l’Unione Europea” per rimettere al centro del dibattito politico “le persone, i territori e una reale giustizia sociale”.


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