Toscana

Agonia di quasi 5 minuti


Potrebbe essere durata fino a cinque minuti l’agonia del piccolo Leo. E’ stata depositata la relazione sull’autopsia eseguita sul bimbo che lo scorso 12 novembre è morto all’asilo nido di Soci, impigliato ad un arbusto posizionato nel giardino per fini didattici. 

Il bambino, di soli due anni e mezzo, stava giocando quando all’improvviso resta impigliato sul ramo di un alberello con il cappuccio del giubbottino. La cerniera dell’indumento però non si abbassò e lui non riuscì a tirarla giù. E così restò appeso, senza fiato. Per un tempo che, oggi, appare lunghissimo: 4-5 minuti secondo quanto scritto dal professor Mario Gabbrielli (medico legale incaricato dalla procura di Arezzo di eseguire l’accertamento autoptico sul corpicino) nella sua relazione i cui contenuti sono stati pubblicato oggi dal Corriere di Arezzo. 

Stando a quanto emerge dagli 11 fogli dell’autopsia, i soccorsi furono chiamati alle 11,36 e i tentativi di rianimazione andarono avanti per 70 minuti. 

Il medico legale scrive che si sarebbe trattato di “ipossia cerebrale” causata dalla “compressione dei vasi del collo”. Il giubbottino stretto sul collo  avrebbe cioè bloccato l’afflusso del sangue. Il piccolo Leo avrebbe perso conoscenza quasi subito e poi sarebbe morto nei minuti successivi. Solo in seguito il bambino sarebbe stato ritrovato da una maestra che stava entrando al lavoro. Un tempo ritenuto da parte del perito di parte nominato dalla famiglia “non trascurabile prima del rinvenimento”. E proprio in questo lasso di tempo, si domandano i familiari sarebbe stato possibile “l’intervento di altrettanto tempestive manovre rianimatorie con maggiori chances di ripristinare il ritmo cardiaco e la respirazione”.

Il procedimento giudiziario (cinque persone tra docenti e personale sono indagate per la tragedia) dovrà chiarire proprio questo aspetto. 

Mentre la relazione è confluita nel fascicolo dell’inchiesta, in attesa della chiusura delle indagini, l’arbusto nel giardino dell’asilo Ambarabà è stato tagliato. 

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