Omicidio del macellaio, l’accusa chiede una duplice condanna per gli imputati

La richiesta che arriva è una doppia condanna: un ergastolo e una pena di 22 anni. Questo è quanto ha chiesto la Procura di Ravenna in relazione alla morte del macellaio 64enne Domenico Montanari, trovato impiccato
all’alba del 25 luglio 2019 all’interno della sua bottega di Faenza. Lo riferisce l’Ansa.
In Tribunale l’accusa chiede in particolare l’ergastolo per l’ex vigile urbano 57enne Gian Carlo Valgimigli per il quale si chiede anche l’esclusione delle attenuanti generiche. Per il 33enne albanese Daniel Mullaliu, coimputato nel processo per l’omicidio. La difesa ha invece chiesto l’assoluzione per entrambi gli imputati.
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Ora si dovrà aspettare la sentenza, attesa per metà giugno. Si tratta di un caso che ha fatto molto discutere in questi anni. La morte di Montanari, infatti, era stata inizialmente inquadrata come Il caso era stato inizialmente inquadrato come suicidio a seguito di strozzinaggio. Già nel settembre del 2019, anche sulla base di bigliettini lasciati dal defunto, la Procura era arrivata a ipotizzare che Valgimigli si facesse cambiare dal macellaio sia i propri assegni che quelli compilati da altre persone tra suoi debitori. La mattina del decesso, l’ex vigile sarebbe andato dal macellaio per una proposta di acquisto della casa da parte di una terza persona. Accuse che avevano portato il 55enne a essere condannato per morte come conseguenza dell’usura.
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L’avviso di garanzia per omicidio partì invece più recentemente, in seguito alle confidenze di un compagno di cella del 55enne nel carcere di Ferrara (un 59enne di Afragola), che avrebbe riferito dettagli sul possibile omicidio del macellaio faentino, come il tipo di cordino usato e il movente. Il Tribunale ha infine dato credito alle confidenze, che si aggiungevano ad alcuni elementi della scena del crimine: la luce era spenta, il cellulare in ricarica e la vittima che toccava con i piedi per terra. Una serie di particolari che ora dovranno essere affrontati nel processo.
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