Molise

Sanità, quattro mesi in tenda e nessuna risposta. Castrataro: “Un limbo che fa solo male” (VIDEO) | isNews

L’INTERVISTA. Il sindaco di Isernia fa il punto: “Ancora oggi non sappiamo che cosa succederà. Senza certezze non si può programmare il futuro e c’è il rischio che altri medici vadano via”


ISERNIA. Sono trascorsi quattro mesi dal 26 dicembre dello scorso anno. Da allora il sindaco di Isernia Piero Castrataro dorme in una tenda allestita davanti all’ospedale ‘Veneziale’, divenuta presidio di difesa della sanità pubblica, per dire ‘no’ ai tagli e al progressivo depotenziamento dei servizi sul territorio.

Un gesto forte a cui è seguita una grande mobilitazione da parte dei cittadini. Ma che ad oggi non si è tradotto in risultati concreti. E il nodo principale resta l’incertezza sul futuro degli ospedali molisani. “Parliamo ancora della possibile chiusura di reparti come l’Emodinamica e i Punti Nascita tra Isernia e Termoli – sottolinea il primo cittadino – Questo vuol dire che qualcosa non ha funzionato”. Futuro naturalmente legato Programma Operativo Sanitario 2026-2028 . “Non conosciamo la risposta del Ministero. Questo limbo fa solo male – afferma Castrataro – senza certezze non si può programmare il futuro”. Per questo, il sindaco ribadisce che “non basta la politica che chiacchiera, servono fatti e serve il coraggio che non ho visto né nei commissari né in Regione né al Ministero”.

Rivendica però la risposta dei cittadini. “C’è stata una mobilitazione straordinaria – ricorda – I cittadini hanno dimostrato che vogliono contare. Ora questa coscienza va tradotta in atti concreti”. Sul piano sanitario, le risposte tardano ad arrivare. “Poche, pochissime”, dice il sindaco. “Si parla di nuove attrezzature, ma mancano i medici. Non c’è ancora un primario di Ortopedia, le operazioni vanno a singhiozzo, e c’è il rischio che professionisti formati qui vadano via”. Critica anche la distribuzione del personale: “In Radiologia abbiamo quattro medici a Isernia e molti di più a Termoli. È evidente che non c’è attenzione verso questo ospedale”.

Il presidio, per ora, non si smonta. “La tenda resta. Aspettiamo il 30 aprile e risposte nero su bianco sul piano operativo. Ci aspettiamo che restino sia il punto nascita sia l’emodinamica”. E conclude: “Io sto dalla parte dei cittadini e di chi vuole che le cose cambino davvero”.

L’INTERVISTA


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