Julia Cumming – Julia | Indie For Bunnies
“Headful of Sugar” e “Mortal Primetime” hanno cambiato la carriera e la percezione di quello che i Sunflower Bean potevano essere, inserendo momenti più melodici e riflessivi nel tagliente alt -rock della band. Ascoltando “Julia” esordio solista della bassista Julia Cumming viene spontaneo pensare che sia stata lei l’artefice di quella piccola ma fondamentale svolta sonora.

Undici brani nati tra New York e Los Angeles dopo aver incontrato Brian Robert Jones (Vampire Weekend, Paramore, Hayley Williams, MUNA, Remi Wolf) che insieme a Chris Coady (Yeah Yeah Yeahs, TV On The Radio, Grizzly Bear, Beach House) si è occupato della produzione.
Altrettanto rinomato il gruppo di musicisti che affiancano Julia: Garrett Ray (Olivia Rodrigo, SIA) alla batteria, Roger Joseph Manning Jr. (Beck) alle tastiere, Andrew Lappin (Lucy Dacus, L’Rain) alle percussioni, Nick Zinner (Yeah Yeah Yeahs) alla chitarra. La voce di Julia Cumming è al centro di ogni brano, abbandona i toni rock per un pop ben arrangiato.
“My Life” tira le fila di anni passati con fin troppe persone a dirle cosa fare, affermando con forza “My life is mine“, il ritmo si alza con le tastiere e la batteria della riflessiva “Revel in the Knowledge”, la melodica “Hollywood Communication” e “Please Let Me Remember This” sono due omaggi al mondo dell’amato Brian Wilson, insieme a Burt Bacharach vero punto di riferimento di quest’album.
“Emotional Labor” e “Ruled By Fear” restano i brani più interessanti vocalmente e nei testi, insieme a “Fucking Closure”, “I Dream of a Fire That Stays Burning When Nobody Tends To It” e “Do It All Again” tra folk, pop e rock. Un esordio piacevole quello di Julia Cumming che non arriva alle vette toccate con i Sunflower Bean ma in “Sounds of a Secret” e “Forget The Rest” conferma di aver raggiunto la maturità come interprete.
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