LibrePods su Android: AirPods senza root sul Play Store
Se avete un paio di AirPods ma usate Android, sapete bene la frustrazione: Bluetooth funziona, ma le funzioni interessanti, dalla percentuale della batteria alla cancellazione attiva del rumore, restano impossibili da usare. LibrePods è l’app open source che prova ad abbattere quel muro, e adesso fa un passo avanti importante: è disponibile sul Google Play Store e, su alcuni dispositivi, funziona senza root.
Fino a poco tempo fa, usare LibrePods richiedeva di scaricare il file APK da GitHub, installarlo manualmente e, soprattutto, avere un dispositivo con root. Tre requisiti che, messi insieme, scoraggiavano chiunque non fosse già a proprio agio con il terminale Android. Ora la situazione è cambiata, almeno in parte.
Il merito è di Google, che ha corretto un bug di lunga data con l’aggiornamento Android 16 QPR3: era proprio quel bug a rendere obbligatorio il root per far funzionare l’app. Il risultato è che adesso LibrePods gira senza privilegi di sistema, ma solo su chi ha già ricevuto quella patch.
In pratica, oggi ne beneficiano i Pixel con Android 16 QPR3 installato oppure con Android 17 Beta 3 o successiva, e i dispositivi OPPO e OnePlus con ColorOS 16, dove OPPO ha già integrato la correzione nel proprio aggiornamento Android 16.
Chi ha un Samsung, invece, dovrà aspettare: il fix arriverà solo con One UI 9, basata su Android 17. Non è una notizia bellissima per la fetta più grande del mercato Android, ma almeno la direzione è quella giusta.
Con LibrePods attivo, su Android tornano disponibili funzioni come la percentuale esatta della batteria, la regolazione della modalità ANC e il rilevamento dell’indossamento, ovvero quella cosa per cui la musica si mette in pausa quando togliete un auricolare. Niente di magico, ma sono esattamente le funzioni che rendono gli AirPods utili e non semplici cuffie Bluetooth costose.
Il fatto che l’app sia ora sul Play Store e venga scansionata da Play Protect aggiunge anche un livello di fiducia in più rispetto al sideloading da GitHub: non è una garanzia assoluta, ma è comunque un segnale che lo sviluppatore sta cercando di portare il progetto verso un pubblico più ampio e meno tecnico.
Se avete un Pixel aggiornato o un dispositivo OPPO recente, vale la pena provarla, considerando anche le nuove funzioni che Apple continua ad aggiungere agli AirPods Pro e che restano comunque esclusive iOS.
Potete provare subito l’app scaricandola direttamente dal Play Store, eccovi il link diretto per il download.
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