Puglia

Liste d’attesa Asl Bari, la denuncia: “Priorità ‘entro 120 giorni’ ma c’è da aspettare un anno e mezzo”


Asl Bari

“In Puglia è partita la lotta alle liste d’attesa, ma solo per visite ed esami con priorità U e B, urgenti e brevi. Niente è cambiato, invece, per le prestazioni con priorità D (differite) e P (programmabili), anzi la situazione è peggiorata”. Questa la denuncia dell’associazione di promozione sociale Cas Art. 32, che aggiunge: “Per alcuni di questi esami, che sono meno urgenti dei primi ma che non possono comunque aspettare oltre i 120 giorni di attesa, la Asl di Bari si sta comportando in modo alquanto discutibile, violando apertamente quanto disposto dalle normative di legge”.

L’associazione, quindi, riferisce di una situazione anomala in cui “con diverse pec inviate dagli uffici proposti, la Asl Bari non solo si permette di non rispettare la normativa in vigore non fornendo una data consona entro i termini previsti, ma ‘invita l’assistito a monitorare le disponibilità prenotative per la prestazione richiesta attraverso i canali prenotativi della Asl Bari’. Cosa alquanto ardua in quanto ci sarebbe bisogno di una doppia ricetta medica (una è infatti già ‘occupata’ dalla prima prenotazione) o bisognerebbe cancellare la prenotazione oltre termine e riprovare di tanto in tanto, con il rischio che anche la prenotazione oltre termine potrebbe andare perduta”.

Nelle ultime settimane, quindi, risposte come questa sarebbero state date a diversi pazienti “come è accaduto alla signora Alessandra che aveva bisogno di una visita dermatologica (priorità P, quindi entro 120 giorni) ma che dovrà aspettare il 6 ottobre del prossimo anno (ben 18 mesi di attesa) – raccontano dall’associazione -. O come è accaduto alla signora Felicetta che per un intervento sul cristallino dovrà aspettare il 13 ottobre 2027 (anche lei un anno e mezzo di attesa). O ancora al signor Francesco che per un ecocolordoppler e una prima visita di chirurgia vascolare dovrà aspettare dicembre del 2027, cioè 20 mesi, quando sulla ricetta il tempo massimo di attesa dovrebbe essere di 120 giorni”.

La Asl, in questo contesto, “pur consapevole di non rispettare i termini di legge – sottolineano da Cas Art. 32 – non solo non si impegna a trovare una data consona ma, quasi a beffa, ‘invita’ gli assistiti ‘a monitorare le disponibilità’. Solo alla scadenza dei 120 giorni previsti dalla ricetta, l’assistito può ‘permettersi’ di disturbare la Asl inviando una segnalazione. E a quel punto, bisogna intendere, l’attesa scomparirebbe come per magia?”. A rincarare la dose è il presidente dell’associazione, Francesco Fragola. “Quello che sta accadendo con la Asl di Bari ha dell’assurdo”.

“Non solo la Asl, in aperta violazione del DL 123/1998 e della legge 107/2024, non trova una data entro i termini previsti, ma quasi ‘prende in giro’ gli assistiti dicendo di ‘monitorare’ le liste d’attesa, chiedendo di fatto cose impossibili come una duplice ricetta medica per una medesima prestazione. E nel frattempo, se un paziente non vuole perdere anche la prenotazione a 18 o 20 mesi, che deve fare? Qui si tratta di una grandissima presa in giro, altro che lotta alle liste d’attesa. E poi leggiamo sui giornali di un possibile aumento dell’addizionale regionale Irpef causato dalle spese sanitarie. Dov’è Decaro?”, conclude Fragola.

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