Bruce Springsteen e la preghiera per Trump dopo l’attentato

Ieri sera Bruce Springsteen è salito sul palco del Moody Center di Austin insieme alla E Street Band, con la partecipazione di Tom Morello. Si è trattato del primo concerto dopo la sparatoria avvenuta alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca al Washington Hilton. In un tour segnato da interventi esplicitamente politici e frequenti riferimenti a Donald Trump, c’era molta attesa per una presa di posizione sull’episodio.
Come nelle altre date, il concerto si è aperto con un discorso. Questa volta, con una preghiera per i militari all’estero: “Affinché tornino sani e salvi”. Subito dopo ha aggiunto: “Diciamo una preghiera di ringraziamento perché il nostro Presidente, né nessuno nell’amministrazione, né dei presenti è rimasto ferito nei fatti di ieri sera alla cena dei corrispondenti”.
Poi ha chiarito la sua posizione: “Possiamo essere in disaccordo. Possiamo essere critici nei confronti di chi detiene il potere. Possiamo lottare pacificamente per le nostre convinzioni. Ma non c’è spazio in alcun modo, forma o maniera per la violenza politica di qualsiasi tipo nei nostri amati Stati Uniti”.
Da lì è passato all’introduzione di “War”, brano di apertura dello show, con toni più misurati rispetto alla data di Minneapolis: “La E Street Band è qui stasera per celebrare e difendere gli ideali e i valori americani che hanno sorretto il Paese per 250 anni: la nostra democrazia, la nostra Costituzione, lo stato di diritto. Credo che questi ideali siano stati messi in pericolo da un’amministrazione radicale come non mai”.
Nel finale, l’appello al pubblico: “Stasera vi chiediamo di unirvi a noi nello scegliere la speranza al posto della paura, la democrazia al posto dell’autoritarismo, lo stato di diritto al posto dell’illegalità, l’etica al posto della corruzione sfrenata, la resistenza al posto della rassegnazione, la verità al posto della bugia, l’unità al posto della divisione e la pace al posto della guerra”.




