Friuli Venezia Giulia

In casa altrui per la notte, rischiano da 2 a 7 anni di reclusione

GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. Inizierà il 22 maggio a Udine il primo processo in Friuli per il reato di occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui, introdotto lo scorso anno con il Decreto Sicurezza. Il procedimento riguarda due cittadini afghani di 32 e 34 anni arrestati una settimana fa dai carabinieri e accusati del nuovo reato, per il quale è prevista una pena da 2 a 7 anni di reclusione. Il processo sarà celebrato con il rito ordinario, come deciso dai difensori dei due stranieri, gli avvocati Lavinia Visintini e Rossana De Agostini.

I due giovani sono finiti in manette dopo essersi rifugiati in una casa in via Muggia a Udine per passare la notte. La mattina, i due sono stati intercettati dalla proprietaria, residente altrove, che aveva trovato l’ingresso forzato e la porta di una camera bloccata. Nel tentativo di allontanarsi, ha denunciato la donna ai carabinieri, l’hanno spinta. Poco dopo, i militari dell’Arma li hanno fermati.

I giovani sono stati processati per direttissima il 16 aprile. In udienza, si sono difesi dicendo di aver trovato la porta aperta. Il giudice Giovanna Zingirian ha convalidato l’arresto e disposto per loro la custodia cautelare in carcere.

Oggi la prosecuzione del processo, durante il quale i difensori hanno chiesto l’accesso al rito abbreviato condizionato dal poter effettuare un sopralluogo nell’immobile, cosa esclusa dal giudice. Da qui la decisione per il rito ordinario.

“Abbiamo scelto questa strada – dicono le due legali – per poter produrre nuova documentazione e sentire la sorella della persona offesa, comproprietaria della casa. Il nostro obiettivo è dimostrare che attualmente l’immobile non può essere destinato ad abitazione e, quindi, che il caso non riguarda il reato contestato”.


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