Sardegna

A Suni la maggioranza replica alla minoranza: “Sul bilancio un atto irresponsabile”

Suni

Dopo la richiesta di dimissioni del sindaco Massimo Falchi, il gruppo che sostiene l’amministrazione accusa i consiglieri contrari: “Scelta che ha danneggiato la comunità”

“Un’azione irresponsabile, compiuta a pochi giorni dalla chiamata alle urne”. La maggioranza consiliare di Suni rompe il silenzio all’indomani della bocciatura in Aula del Documento unico di programmazione e del bilancio di previsione 2026-2028 e dopo la richiesta di dimissioni del sindaco Massimo Falchi avanzata questa mattina dalla minoranza.

I due atti contabili sono stati respinti dal Consiglio comunale anche con quattro voti contrari espressi da esponenti della stessa maggioranza. Un passaggio che ha aperto immediatamente la crisi politica e spinto il gruppo di opposizione “Uniti per Suni” a chiedere un passo indietro del primo cittadino.

La replica del gruppo che sostiene l’amministrazione è affidata a una nota dai toni duri. Secondo la maggioranza, il voto contrario “non ha nessun senso dal punto di vista politico e non può che leggersi come un atto di ostilità alla collettività”.

Nel comunicato si sostiene che la tempistica della scelta non sia casuale e che l’operazione rappresenti “solo una strategia meramente personale e utilitaristica, priva di giustificazione”, della quale i consiglieri contrari “dovranno rendere conto alla collettività”.

La maggioranza collega quanto accaduto anche alle tensioni seguite al recente rimpasto della Giunta. “Ad animare il voto contrario non può che essere il rimpasto della giunta comunale”, si legge nella nota, dove si ricorda che quella decisione sarebbe maturata “per concorde volontà di tutto il gruppo di maggioranza”.

Un passaggio diretto riguarda il vicesindaco Raffaele Colomo, la cui posizione viene definita “contraddittoria”, perché avrebbe “votato in Giunta l’adozione del Dup e del bilancio per poi respingerlo in sede di approvazione”.

Nel mirino finisce anche la minoranza. La maggioranza afferma che il gruppo Uniti per Suni “per sei anni ha incassato batoste ed in extremis ieri ha giocato sulla pelle della collettività”.

Tra le possibili conseguenze della mancata approvazione del bilancio vengono indicati contributi e finanziamenti che potrebbero non arrivare nelle casse comunali, con ripercussioni su asfalti, impianto sportivo di Fraigada, sagrato della chiesa dei Santi Cosma e Damiano e opere di drenaggio delle acque bianche. Interventi che, secondo la maggioranza, superano il milione di euro.

Nel finale il gruppo respinge qualsiasi lettura personale dello scontro politico: se il voto contrario “voleva essere una punizione al sindaco Falchi, agli assessori Beatrice Mura, Antonio Falchi, Marina Piras e al consigliere Michele Pischedda, qualcuno è incorso in un grosso errore di valutazione perché ha soltanto arrecato danno alla comunità di Suni”.

Venerdì, 24 aprile 2026

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