Bei, via libera a 10 miliardi: 2 destinati alle energie pulite

I consigli di amministrazione della Banca europea per gli investimenti (Bei) e del Fondo europeo per gli investimenti hanno approvato un nuovo pacchetto di finanziamenti da 10 miliardi di euro, di cui quasi 2 miliardi destinati all’energia pulita, con l’obiettivo di rafforzare gli investimenti, contenere i costi e sostenere l’autonomia strategica europea.
Sul fronte energetico, le risorse finanzieranno progetti chiave in diversi Paesi: eolico offshore in Germania, solare in Italia e programmi per favorire l’adozione delle rinnovabili da parte delle imprese in Austria. A questi si affiancano interventi per migliorare l’efficienza dei sistemi di riscaldamento in Lettonia e per potenziare la rete elettrica nei Paesi Bassi, aumentando la capacità di integrazione delle rinnovabili e lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici.
L’accelerazione arriva in un contesto ancora critico per il sistema energetico europeo, segnato da tensioni geopolitiche persistenti. La guerra in Ucraina, giunta al quinto anno, e le instabilità in Medio Oriente continuano infatti a incidere su forniture e prezzi. “La lezione è chiara: l’Europa deve liberarsi dalla dipendenza dai combustibili fossili”, ha dichiarato la presidente del gruppo Bei, Nadia Calviño, sottolineando come “i nuovi investimenti vadano nella direzione della transizione e del rafforzamento dell’autonomia energetica”.
Il pacchetto si inserisce nelle priorità dell’Unione europea e nelle nuove iniziative della Commissione, tra cui la Clean Energy Investment Strategy presentata a marzo 2026 e il piano AccelerateEU, con cui Bruxelles punta ad accelerare il passaggio dalle fonti fossili all’energia pulita anche attraverso una maggiore mobilitazione di capitali pubblici e privati.
Accanto all’energia, circa 8 miliardi di euro saranno destinati ad altri settori strategici, tra cui sviluppo urbano, competitività delle imprese e infrastrutture di trasporto. Tra i progetti finanziati figurano interventi di rigenerazione urbana in Belgio, nuove infrastrutture stradali in Romania e investimenti industriali in Bulgaria, Italia e Spagna.
Un ruolo centrale è svolto anche dal Fondo europeo per gli investimenti, che ha approvato nuove garanzie e operazioni di cartolarizzazione per facilitare l’accesso al credito delle imprese europee, con particolare attenzione a digitalizzazione e innovazione. Il fondo ha inoltre sostenuto investimenti in capitale di rischio, inclusi veicoli focalizzati su sicurezza, energia e parità di genere, oltre a otto operazioni nell’ambito del programma TechEU a supporto delle startup.
Nel complesso, il gruppo BEI si conferma uno dei principali motori finanziari della politica europea. Nel 2025 ha mobilitato circa 100 miliardi di euro tra finanziamenti e servizi di advisory, sostenendo oltre 870 progetti ad alto impatto, dalla transizione climatica all’innovazione tecnologica.
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