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Scope, rating Italia resta BBB+/Positivo, previsione crescita Pil 2026 allo 0,5%

Scope ha completato la revisione di monitoraggio per la Repubblica Italiana, mantenendo il rating a lungo termine dell’emittente in valuta locale ed estera e del debito senior non garantito a BBB+/Positivo e il rating a breve termine dell’emittente in valuta locale ed estera a S-2/Positivo).

Secondo quanto dichiarato dall’agenzia, il rating BBB+ della Repubblica Italiana è supportato da una serie di punti di forza: i) i quadri di politica monetaria e fiscale europei ancorati all’architettura istituzionale dell’UE e dell’area euro; ii) le grandi dimensioni dell’economia italiana (PIL di 2.300 miliardi di euro) e la sua diversificazione, unitamente a un reddito pro capite relativamente elevato di circa 43.300 dollari, un settore esterno solido, un debito del settore privato non finanziario moderato e riserve del sistema finanziario, che sostengono la resilienza economica; e iii) una struttura del debito pubblico favorevole con un costo medio di finanziamento di circa il 3,0% e una scadenza media del debito di circa sette anni.

Le sfide creditizie

Le principali sfide creditizie sono: i) l’elevato debito pubblico e il considerevole fabbisogno di finanziamento, che si prevede rimarrà elevato nel lungo termine; ii) la debole crescita a lungo termine; e iii) le dinamiche demografiche sfavorevoli, tra cui la contrazione della popolazione in età lavorativa, che pesano sulla produttività e sulla sostenibilità fiscale.

L’agenzia prevede che le perturbazioni derivanti dal conflitto in Medio Oriente saranno contenute e di breve durata, con effetti limitati a breve termine sulla performance economica italiana, a condizione che la crisi si risolva a breve. I fondamentali sottostanti dovrebbero rimanere solidi. Scope prevede che il Pil italiano crescerà dello 0,5% nel 2026, sostanzialmente in linea con l’anno precedente, sostenuto da un mercato del lavoro resiliente e dalle misure di sostegno governative. Nonostante il calo del potere d’acquisto reale dovuto all’inflazione elevata, si prevede che i consumi privati continueranno ad espandersi, mentre gli investimenti, sebbene la fiducia delle imprese si sia indebolita, continueranno a beneficiare di una maggiore spesa nell’ambito del Piano di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

L’Italia si conferma tra i paesi Ue con le migliori performance in termini di assorbimento dei fondi Pnrr, con erogazioni residue pari a circa il 20% dell’allocazione totale. Guardando al futuro, il rallentamento dell’inflazione e la riduzione delle tensioni geopolitiche dovrebbero sostenere una modesta accelerazione della crescita del Pil, che raggiungerà lo 0,6% e lo 0,9% rispettivamente nel 2027 e nel 2028.


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