Friuli Venezia Giulia

Postino punito per non aver terminato le consegne, il sindacato si oppone: “Aveva troppo lavoro”


Non ha completato le consegne in tempo, e per questo è stato sanzionato da Poste italiane. Quanto accaduto a un postino di Tolmezzo ha provocato la dura reazione di Andrea Borelli, segretario di Uil Poste Udine, che ha puntato il dito contro l’eccessivo carico di lavoro assegnato al dipendente: “Non ha commesso irregolarità. Non ha disobbedito. Non ha abbandonato il servizio.  Ha svolto il proprio lavoro percorrendo chilometri su strade complesse, con un carico di recapiti oggettivamente insostenibile rispetto al tempo a disposizione. E, al termine del turno, non è riuscito a completare il giro. Una situazione che non riguarda il singolo lavoratore, ma che si verificherebbe per chiunque nelle medesime condizioni operative”.

“I dipendenti lavorano oltre l’orario per paura”

Poste italiane ha fornito giustificazioni documentate per l’avvio del processo disciplinare ai danni del dipendente, ma secondo il delegato sindacale non sono sufficienti: “Le giustificazioni addotte dall’azienda non dimostrano la compatibilità tra carichi di lavoro assegnati e tempi previsti — ha continuato Borrelli — né chiariscono come tali volumi possano essere completati entro l’orario di servizio. Secondo il principio portato avanti da Poste, se un portalettere non riesce a terminare il lavoro la responsabilità ricade esclusivamente su di lui. Non sull’organizzazione, non sui carichi, non sulle scelte aziendali. Di conseguenza il lavoratore, per evitare sanzioni, è spinto a prolungare l’orario di lavoro, con il rischio di trasformare una criticità organizzativa in un problema individuale.
È quindi inevitabile porsi una domanda: come può operare serenamente un portalettere sapendo di poter essere sanzionato per non aver completato un carico di lavoro incompatibile con il tempo assegnato?”

“Intraprenderemo azioni legali”

“Riteniamo che questo episodio si inserisca in un contesto più ampio — ha spiegato Borrelli — Poste Italiane si appresta infatti a introdurre a Udine una nuova riorganizzazione del recapito, con accorpamenti di zone e conseguenti aumenti delle percorrenze. In questo scenario si sta creando un clima in cui “fare di più” diventa la norma attesa, e chi non riesce ad adeguarsi rischia di pagarne le conseguenze. Il portalettere coinvolto conosce il territorio e ha sempre svolto il proprio servizio con professionalità e senso del dovere. Oggi si trova sanzionato non per mancanza di impegno, ma per l’impossibilità materiale di completare un carico di lavoro oggettivamente incompatibile con i tempi previsti. Avevamo già informato l’azienda che, in caso di sanzione, avremmo intrapreso azioni legali. Così sarà — ha concluso il sindacalista — perché questo lavoratore non può pagare per responsabilità che non gli appartengono. E perché ciò che accade oggi a Tolmezzo può accadere domani a qualsiasi portalettere in Italia”.


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