Solovyov attacca anche Mattarella: “Paragonò la Russia al Terzo reich, non sa di cosa parla” | Il Fatto Quotidiano
L’appello a “contenere le emozioni” nel rispetto della “sensibilità di russi e italiani” lanciato dall’ambasciatore di Mosca in Italia, Alexey Paramonov, è rimasto inascoltato. Perché poco dopo, per il terzo giorno di fila, il conduttore russo Vladimir Solovyov, che nei giorni scorsi ha riservato offese personali e accuse di fascismo alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, torna ad attaccare le istituzioni italiane. E questa volta punta addirittura al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Ricordatevi le affermazioni dei vostri politici in carica – ha attaccato – Quando un vostro politico, come un ministro, dice del comandante supremo che è peggio di un animale, quando il vostro presidente paragona il nostro Paese al Terzo Reich non capite di cosa parlate”.
Il riferimento è alle parole di Mattarella pronunciate nel febbraio 2025 nel corso di una lectio magistralis all’Università Aix-Marsellis, quando il capo dello Stato disse: “L’appeasement non funzionò. L’odierna aggressione russa all’Ucraina è della stessa natura del Terzo Reich”. Dichiarazioni che anche all’epoca provocarono la reazione della Federazione, con la portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, che le definì delle “invenzioni blasfeme“: “È strano e folle sentire invenzioni così blasfeme dal presidente dell’Italia, un Paese che sa in prima persona cosa sia veramente il fascismo“, aveva risposto.
E quelle parole, evidentemente, sono ancora ben salde nella memoria dei sostenitori di Vladimir Putin in Russia, tanto che Solovyov le ha rispolverate a oltre un anno di distanza, a pochi giorni dai festeggiamenti per il 25 aprile. Proprio per la Liberazione, Mattarella è tornato ad affrontare la questione dei conflitti in corso con parole che, oltre agli Stati Uniti e a Israele, potrebbero essere indirizzate anche alla Russia: l’Italia, ha detto, ribadisce il suo impegno “in favore della pace, del rispetto dei diritti umani, della costruzione di società nazionali e internazionali più giuste e solidali. Libertà e pace non sono elementi e dati acquisiti una volta per tutte. Sono beni resi fragili dalla dissennatezza e che richiedono consapevolezza, impegno. Si tratta di un patrimonio che deve essere custodito, fatto vivere e trasmesso alle giovani generazioni. Il prevalere della legge imposta da chi si ritenga provvisoriamente più forte è destinata, infatti, a seminare lutti e distruzioni, aprendo a una condizione di conflitti permanenti, di barbarie nella vita internazionale“.
La risposta di Solovyov sul tema torna a concentrarsi, invece, sul ruolo dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale: “Voi, italiani, forse non lo sapete, ma voglio che sappiate della vergogna dei vostri nonni e bisnonni venuti in questa terra per uccidere i cittadini sovietici. In Donbass avete imposto la regola che per un italiano ucciso ne eliminavate 80″. “Non avete trovato la forza di riconoscere i crimini di sangue dei nazisti ucraini – ha poi aggiunto – Mi rivolgo a voi italiani, non al popolo che non poteva sapere, ma ai leader. Non potevate non sapere. Voi leader di Francia, Germania… avete allevato il nazismo ucraino, ancora una volta contro il popolo sovietico, perchè veniamo tutti dall’Urss“. Infine il riferimento allo sblocco del prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina e all’approvazione del 20esimo pacchetto di sanzioni alla Russia: “Ieri hanno stanziato altri 90 miliardi. Vi applaudono i discendenti dei nazisti. Ursula von der Leyen, Kaja Kallas, Merz, Pistorius, Meloni, Macron, che non sono discendenti di De Gaulle, ma di Petain“.
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