Umbria

Bimbo perugino di 8 anni torna a casa dopo il trapianto di cuore

Pietro torna a casa con un cuore nuovo. Il bimbo perugino di 8 anni che a Natale è stato sottoposto al trapianto è stato dimesso dall’ospedale pediatrico di Roma, Bambino Gesù. L’annuncio è arrivato direttamente dalla struttura sanitaria, dove un paio di giorni fa sono state festeggiate le dimissioni del piccolo paziente tra la commozione del personale sanitario, dai chirurghi agli infermieri, e la gioia enorme dei genitori di Pietro, che hanno potuto riportare a casa il proprio piccolo.

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Era stato lo stesso Bambino Gesù di Roma, nelle prime ore del 2026, quindi qualche giorno dopo il trapianto, a diffondere un video in cui si vedeva il bambino improvvisamente circondato da familiari e personale sanitario. Una dottoressa, poi, annunciava la notizia più bella per Pietro e i suoi genitori: «E’ arrivato il cuore». Le braccia protese del piccolo, che ha reagito abbracciando la professionista, hanno raccontano più di ogni parola.

In base a quanto Umbria24 aveva ricostruito in quelle ore, Pietro per un anno e mezzo ha vissuto una vita sospesa, scandita dall’attesa di una chiamata, che è poi arrivata pochi giorni prima di Natale. Il piccolo era ricoverato al Bambino Gesù di Roma dall’agosto del 2024 a causa di una grave cardiopatia congenita, una patologia complessa che lo accompagnava dalla nascita e che, nonostante precedenti interventi chirurgici, aveva progressivamente compromesso la funzionalità cardiaca. Con il peggiorare delle condizioni cliniche, il trapianto era diventato l’unica possibilità concreta di sopravvivenza.

Il percorso che ha portato al complesso intervento chirurgico eseguito poco prima del Natale scorso è stato tutt’altro che lineare. Le terapie e le operazioni precedenti avevano determinato una forte risposta immunitaria, con un’elevata presenza di anticorpi che rendeva estremamente difficile individuare un organo compatibile. Una condizione che, nei fatti, aveva allungato i tempi dell’attesa e reso il quadro clinico particolarmente delicato.

A consentire il superamento di questo ostacolo è stata l’applicazione di una terapia farmacologica innovativa, utilizzata in ambito pediatrico per ridurre la memoria immunitaria e abbassare il livello di anticorpi circolanti. Un passaggio decisivo che ha permesso ai medici di procedere con il trapianto non appena si è resa disponibile una donazione compatibile. E che ora si conclude positivamente con le dimissioni di Pietro, che torna a Perugia con un cuore nuovo.

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