Trentino Alto Adige/Suedtirol

Passa la Class Action del Ctcu: «prima vittoria contro Meta» – Cronaca



BOLZANO. Il Tribunale di Milano ha dichiarato ammissibile la class action proposta dal Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano (Ctcu) contro Meta, l’azienda statunitense proprietaria di Facebook.«Hanno provato a delegittimarci sostenendo che rappresentavamo una minoranza etnica e che non avremmo dovuto rappresentare tutta l’Italia. Il giudice è stato è stato di avviso diverso». È raggiante Gunte Bauhofer, direttrice del Ctcu, l’associazione dei consumatori che, come Davide, sta affrontando in tribunale Meta, il Golia di internet. Dal primo gennaio 2018 al 30 settembre 2019, Facebook ha subito il furto dei dati di 500 milioni di utenti nel mondo, tra i quali 35 milioni di italiani.

La “colpa” addebitata all’azienda proprietaria del social network è l’aver denunciato il furto soltanto nel 2021. «I dati venduti nel darknet potrebbero essere utilizzati, tra l’altro, per messaggi di spam, phishing o furto di identità» aggiunge Bauhofer. Per questo l’associazione dei consumatori si è mossa promuovendo, il 14 febbraio 2025, un’azione legale di classe con una duplice finalità: rendere più sicuro l’utilizzo di Facebook attraverso una gestione più restrittiva delle impostazioni sulla sicurezza, ma anche risarcire i danni causati agli utenti. In due udienze, il tribunale di Milano ha ascoltato le parti. A sostenere le ragioni del Ctcu gli avvocati Rodolfo Dolce e Carlo Malossi che nell’atto di citazione hanno avanzato la richiesta di duemila euro di risarcimento per ogni utente.

«La controparte aveva un pool di 8 avvocati i quali hanno presentato una memoria difensiva di 255 pagine – spiega la direttrice – tentando di disarticolare le nostre richieste o anche limitare la nostra azione al solo Alto Adige sostenendo che rappresentavamo soltanto la provincia autonoma ma, – aggiunge – il 10 aprile, il giudice si è espresso con un decreto che ha accolto la nostra Class Action così come l’avevamo proposta». Questo significa che potrebbero aderire all’iniziativa legale i 35 milioni di italiani a cui sono stati carpiti i dati. «La prossima udienza è stata fissata per ottobre 2026. Si discuterà anche sull’ammontare del rimborso per il singolo consumatore; la Corte di Giustizia è molto chiara in merito: anche un semplice disagio o fastidio per l’utente è risarcibile, senza alcuna soglia minima» spiega l’avvocato Rodolfo Dolce.

«Si tratta dell’apertura di un procedimento che potrebbe portare ad un risarcimento per un numero altissimo di consumatori» aggiunge l’avvocato Carlo Malossi.Il Presidente del Ctcu, Pepi Trebo, si mostra molto soddisfatto e dice: «L’ammissione di questa azione è un passo importante per il ripristino dei diritti dei consumatori».Si può aderire all’iniziativa iscrivendosi al sito ufficiale del Ctcu mentre Bauhofer avverte: «Sappiamo che stanno circolando sui social strane richieste di partecipazione a iniziative ma non sono riconducibili alla nostra associazione. L’unico modo per partecipare alla class action è iscriversi al nostro sito e attendere informazioni».La replica di Meta non si è fatta attendere. «Rispettiamo ma non condividiamo la decisione del Tribunale – si legge -. Si tratta di una decisione di natura procedurale, che non accerta alcuna violazione di legge da parte di Meta. Siamo fiduciosi che questa azione priva di fondamento verrà in ultima analisi respinta».




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