Calabria tra segnali di ripresa e fuga di talenti: cresce il lavoro ma il futuro è in bilico
La Calabria è una linea che arretra sulle mappe del futuro. Non è più soltanto una questione demografica tra culle vuote, paesi che invecchiano, partenze che si fanno abitudine. Il fenomeno è più profondo e tocca le corde del cuore produttivo della regione. Qui l’occupazione cresce, ma non basta. Migliora, ma non trattiene.
Confartigianato
I numeri del 37.mo report di Confartigianato, su trend economia e congiuntura, descrivono un paradosso. Nel 2025 il tasso di occupazione in Calabria si ferma al 46,4%, che relega la regione sull’ultimo gradino della graduatoria nazionale. Ma è in crescita di 1,6 punti rispetto all’anno precedente. Gli occupati aumentano del 3,8%, circa 20mila unità in più, mentre il tasso di disoccupazione scende al 10,2%, con un calo significativo (-3,2%) che rappresenta la migliore performance nazionale. Eppure il divario resta netto con l’Italia (che viaggia al 62,5% di occupazione) e lo stesso Mezzogiorno (che si ferma al 50%).
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