Piazzale Boschetti, in Consiglio i ritardi nella riqualificazione delle palazzine

Ieri sera, 21 aprile, nel corso dell’ultima seduta dedicata alle interrogazioni, il consigliere comunale Luigi Tarzia ha chiesto chiarimenti all’assessore all’Urbanistica Andrea Ragona in merito ai tempi necessari per la riqualificazione delle palazzine di piazzale Boschetti, oggetto di una deliberazione del Consiglio comunale approvata nel settembre 2020.
Tarzia ha denunciato «un grave ritardo» nei lavori, sottolineando come le strutture «versino in condizioni di degrado». In particolare, le ha definite, «un simbolo evidente di incuria e di assenza di visione amministrativa, che ha ricadute tangibili sul piano del decoro e della sicurezza urbana».
Il consigliere ha poi ripercorso la storia urbanistica dell’area, che «fu ceduta per effetto di una “permuta con privati” finalizzata all’ampliamento del Parco Iris», ha spiegato. Ha cambiato più volte destinazione: inizialmente si pensava ad appartamenti di lusso, per poi passare a uffici e infine a una generica struttura residenziale e terziaria, con unità abitative e uffici ai piani superiori e spazi commerciali al piano terra.
A suo giudizio, l’intervento complessivo non è proceduto in modo organico. A oltre cinque anni e mezzo dalla delibera, presenta ancora diverse criticità: il progetto ha subito modifiche nel tempo, i lavori non risultano avviati e si è resa necessaria anche una mediazione dopo una diffida dell’Agenzia delle Entrate per il mancato pagamento dell’imposta di registro da parte della società cessionaria.
Negli anni successivi l’attenzione si sarebbe focalizzata soprattutto sull’ingrandimento dell’area verde, mentre il destino delle palazzine sarebbe rimasto in secondo piano. «Ci si è concentrati esclusivamente sull’ampliamento del parco, sul quale, peraltro, non sono mancate critiche anche molto dure circa le modalità di realizzazione degli interventi, trascurando completamente il destino delle palazzine e lasciandole scivolare in uno stato di progressivo degrado», ha evidenziato il consigliere. «Il risultato è sotto gli occhi di tutti – ha aggiunto – due palazzine dal valore commerciale enorme, mentre i padovani hanno sì un parco leggermente più grande, ma anche nuovi costi di manutenzione da sostenere».
Duro è il suo giudizio politico sulle scelte amministrative. «È evidente che l’ingrandimento del parco sia stato privilegiato per dare un contentino agli alleati più ideologici», ha dichiarato Tarzia. Il consigliere ha quindi chiesto di conoscere lo stato dell’iter progettuale, auspicando «obblighi chiari, tempistiche definite e garanzie effettive per determinare un inizio e fine lavori».
La risposta dell’assessore all’Urbanistica
«Noi in quanto Amministrazione abbiamo già ampliamento concluso tutti gli iter necessari – ha replicato l’assessore Ragona in seguito all’interrogazione .- Oggi, in seguito alla permuta, l’area è di proprietà di un privato, quindi ora è determinante la sua volontà». «Faccio fatica a dare una risposta su tempi certi, perché non parliamo di un’opera pubblica ma di un intervento privato», ha precisato Ragona .- In ogni caso, mi confronterò con i dirigenti comunali dell’Edilizia privata per cercare di dare una risposta».
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