lo stupefacente destinato anche all’Abruzzo

I finanzieri del comando provinciale di Parma hanno ricostruito un traffico di stupefacenti per almeno 60 chili di cocaina ed eseguito tre misure cautelari personali, due in carcere e uno agli arresti domiciliari. I reati contestati sono il traffico di sostanze stupefacenti e il riciclaggio di denaro profitto dell’illecita attività di spaccio.
L’operazione vede coinvolto anche l’Abruzzo. La cocaina infatti, era destinata, oltre che in diverse città dell’Emilia Romagna, anche qui e in Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Liguria, Marche e Umbria.
Gli investigatori delle Fiamme Gialle sono stati in grado di ricostruire un traffico di stupefacenti per almeno 60 chilogrammi di cocaina consegnati in quasi tutta Italia, partendo da un primo sequestro di 8,4 kg di cocaina e 41 mila euro in contanti nell’aprile 2025 nascosti in un doppio fondo creato all’interno di un’autovettura guidata da uno degli indagati, un uomo di origine albanese che è stato tratto in arresto. Le attività di indagine hanno consentito di raccogliere materiale probatorio che permette di ipotizzare il ruolo abituale di corriere del soggetto che in più circostanze si sarebbe avvalso dell’ausilio della compagna di nazionalità italiana, con la quale viaggiava, per sviare sospetti in caso di controlli su strada.
La suddetta coppia di presunti corrieri pare fosse in grado di percorrere, a bordo dell’autovettura, un numero rilevante di chilometri in un solo giorno per trasportare e cedere, in tutto il territorio del nord Italia, importanti quantitativi di stupefacente. Nel corso dei numerosi viaggi, gli indagati avrebbero utilizzato cellulari criptati e adottato un linguaggio codificato con i propri clienti per indicare lo stupefacente da consegnare che veniva indicato convenzionalmente quale: “prosciutti”, “birre”, “galline” e “pane”.
Le consegne dello stupefacente sarebbero spesso avvenute in vicoli privi di sbocco, lontani da occhi indiscreti, evidentemente con il preciso intento di ridurre al minimo il rischio di essere controllati da forze di polizia. I presunti corrieri per la loro attività illecita avrebbero ottenuto un compenso di almeno 51 mila euro, importo sottoposto a sequestro preventivo in fase di esecuzione dell’ordinanza cautelare.
Nella mattinata odierna i finanzieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e contestuale decreto di sequestro preventivo emessa dal gip del tribunale di Parma nei confronti dei 3 soggetti. Immessa sul mercato, la droga sequestrata avrebbe generato un volume di profitti illeciti per oltre 4 milioni di euro.
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