Marche

Pesaro, è ai domiciliari per stalking ma chiama i carabinieri. «Devo andare alle Poste». Arrestata


PESARO Agli arresti domiciliari per stalking, pretende di andare a pagare le bollette alle Poste. E ha persino avvisato i carabinieri che sarebbe evasa: tanto da essere arrestata. L’altra mattina davanti al giudice monocratico il rito direttissimo per una donna sulla 50ina già protagonista di un fatto di cronaca accaduto nei mesi scorsi. Lei è la proprietaria di un locale dato in affitto a un negoziante. 

L’accusa

La donna vanterebbe un credito legato a dei lavori di ristrutturazione nel locale. Così avrebbe tartassato il titolare del negozio a suon di messaggi e telefonate oltre a passaggi davanti al locale tra urla e proteste. Una sera di dicembre la goccia che aveva fatto traboccare il vaso: era entrata nel locale dove era scoppiato un acceso diverbio. Tanto da costringere il titolare a chiamare i carabinieri. Dopo la denuncia e l’interrogatorio di garanzia, alla signora era stata applicata la misura del divieto di avvicinamento con tanto di braccialetto elettronico al titolare di un locale. Poi l’aggravio, tanto che la donna era finita agli arresti domiciliari con l’accusa di atti persecutori. Aveva spiegato le sue ragioni relative ai lavori e al presunto credito. Il legale aveva chiesto che il tutto fosse inquadrato in un contesto di natura più civilistica che penale. Ma così non era andata. Ma l’altro giorno ha chiamato i militari dicendo che doveva recarsi alle Poste per pagare delle bollette.

Il blitz

Invitata caldamente a non farlo e a delegare qualcuno al posto suo, la 50enne non ci ha pensato troppo ed è uscita. I carabinieri l’hanno quindi trovata all’ufficio postale e non hanno potuto far altro che arrestarla per evasione dagli arresti domiciliari. L’altra mattina è finita davanti al giudice per il rito direttissimo. La signora ha patteggiato 5 mesi e 10 giorni di reclusione.




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