Friuli Venezia Giulia

Bernardis (Fp), ‘Il Carsus Trail è un segnale di rinascita e cooperazione internazionale’

22 aprile 2026 – ore 17:00 – “A quasi quattro anni dagli incendi che hanno colpito duramente il Carso, questo territorio riparte anche da un percorso internazionale di 103 chilometri che, simbolicamente, disegna un cuore. Il Carsus Trail è un itinerario che collega mare e altopiano, ma soprattutto è il risultato concreto di un lavoro condiviso che ha trasformato una fase difficile in un’occasione di rilancio”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale Diego Bernardis (Fedriga presidente), intervenuto all’inaugurazione del Carsus Trail alla presenza della presidente della Repubblica di Slovenia, Nata˚a Pirc Musar.

“Questo percorso” prosegue Bernardis “attraversa borghi, luoghi della memoria legati alla Grande Guerra e paesaggi caratterizzati dai muretti a secco riconosciuti dall’Unesco. La rinascita del Carso è stata possibile grazie a un impegno straordinario: migliaia di volontari hanno contribuito alla messa a dimora di oltre 120mila alberi e alla semina di dieci tonnellate di ghiande, consentendo il recupero di centinaia di ettari di bosco. Oggi questo patrimonio torna ad essere fruibile anche attraverso un’offerta legata al turismo lento e sostenibile“.

“Sul piano istituzionale” sottolinea l’esponente di Fp “il Carsus Trail dimostra come il confine possa diventare un punto di connessione tra comunità che condividono obiettivi e prospettive. La collaborazione tra i Comuni coinvolti è un esempio concreto di cooperazione tra Italia e Slovenia, capace di valorizzare il territorio, sostenere le realtà locali e rafforzare un legame che guarda al futuro”.

“Esprimo sincera gratitudine alla presidente Nata˚a Pirc Musar per il suo autorevole sostegno a questa iniziativa di riforestazione e amicizia tra i popoli. Un ringraziamento sentito va inoltre al sindaco di Doberdò del Lago, Peter Ferfoglia, e ai sindaci Luca Pisk di Savogna d’Isonzo, Igor Gabovec di Duino Aurisina e Samo Turel di Nova Gorica: la loro determinazione e il loro spirito di squadra – chiude il consigliere – sono stati fondamentali per trasformare una ferita ambientale in un simbolo di unione che oggi appartiene a tutti”.

Articolo pubblicato da Trieste News a cura di Agata Cragnolin




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