Sos della nonna, il patrigno a giudizio
CHIARAVALLE – Il bimbo va a scuola con i lividi: il compagno della madre finisce a processo. Pesantissima l’accusa che pende su un 41enne jesino: maltrattamenti aggravati. Ieri mattina il dibattimento è entrato nel vivo nell’aula presieduta dal giudice Maria Elena Cola. Sono stati sentiti i primi testimoni, tra cui la nonna materna del piccolo. Era stata lei, dopo aver parlato con il personale scolastico, a sporgere denuncia, gettando ombre sui metodi educativi del 41enne.
La ricostruzione
I fatti sono emersi nella primavera del 2023, quando il bimbo aveva 4 anni. Tuttora vive con la mamma e il compagno di lei, difeso dall’avvocato Marco Polita. La nonna aveva nutrito sospetti dopo essere andata a prendere il nipotino all’asilo. Aveva visto che aveva una ecchimosi sulla gamba. Confrontandosi con le maestre, era stato escluso che il livido potesse essere riconducibile a un episodio avvenuto entro le mura scolastiche. Ad ogni modo, la direzione aveva convocato la madre e il convivente per chiedere spiegazioni. E da lì sarebbe emerso l’episodio di una sculacciata. Stando alla ricostruzione accusatoria, sul corpo del bambino erano stati riscontrati almeno due lividi: uno dietro l’orecchio e l’altro sulla gamba. Per la procura, episodi di violenza riconducibili a finalità educative. Non ci sono prognosi.
Il rapporto
Sul banco dei testimoni, oltre alla nonna, è salita anche la mamma del piccolo. «Nessun abuso in casa» ha tenuto a precisare, considerando anche che il bambino è talmente affezionato al 41enne da chiamarlo “babbo”. Sarebbe stata proprio lei, in una occasione, a spingere il compagno ad intervenire con una sculacciata. Dalla maestre, infatti, la coppia aveva saputo che il bambino si era reso protagonista di alcuni comportamenti sopra il limite. Di qui, la “punizione” avvenutain casa. L’arrossamento dietro l’orecchio? Colpa di un gioco, nessun tipo di violenza. In aula sono state ascoltate anche la maestra e la pediatra. La prima ha riferito su alcuni episodi per rendere l’idea della personalità del bambino, l’altra ha praticamente escluso episodi ricorrenti di abusi.
La difesa rigetta ogni contestazione. Non ci sarebbero gli estremi per parlare di maltrattamenti in famiglia. Il processo sarebbe nato da un equivoco o, secondo il difensore, da un’esagerazione tanto che neanche è mai intervenuto il tribunale dei Minori. Il 9 settembre la prossima udienza.




