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Giallo di Pietracatella, da dove è arrivata la ricina: controlli nei punti vendita e sugli acquisti on line | isNews

Si fanno sempre più serrate le indagini svolte dalla Squadra mobile per cercare di risolvere il mistero della morte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi. Anche oggi altre persone interrogate in Questura


CAMPOBASSO. Giallo di Pietracatella, verifiche nei punti vendita che commercializzano prodotti per l’agricoltura e controlli sugli acquisti effettuati on line, anche sul cosiddetto ‘dark web’, con l’ausilio di esperti informatici.

Si muovono a 360 gradi le indagini che la Squadra mobile di Campobasso sta conducendo per cercare di capire chi possa aver voluto la morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni. E come sia stata reperita la ricina trovata nel loro sangue dalle analisi svolte dall’Istituto antiveleni ‘Maugeri’ di Pavia.

Gli investigatori stanno effettuando controlli e sopralluoghi, nei giorni scorsi la visita nell’Istituto agrario di Riccia, dove però a quanto trapela non sarebbe stato effettuato alcun sequestro di materiale. Sopralluogo che fa parte delle verifiche in corso sul territorio, per individuare eventuali contesti in cui la pianta o i suoi semi, da cui si estrae la sostanza tossica, potrebbero essere disponibili. Attività che riguardano ambienti diversi, dai contesti rurali e domestici fino ad ambiti didattici, come gli istituti agrari, come quello di Riccia, dove la pianta è utilizzata per studio e laboratorio. Accertamenti tecnici legati alla disponibilità della materia prima e non a ipotesi accusatorie.

Altri interrogatori sono stati svolti in Questura anche nella giornata di oggi, con il padre e marito delle due donne, Gianni Di Vita, che non è stato ancora riconvocato in via Tiberio. Una quarantina, finora, le persone informate sui fatti sentite dai poliziotti guidati da Marco Graziano e dalla procuratrice di Larino Elvira Antonelli, che indaga per duplice omicidio contro ignoti. Si seguono la pista familiare, quella passionale o della vendetta per un presunto torto subito, anche legato all’ambito lavorativo.

Intanto sono attesi i risultati definitivi dei test svolti dall’Istituto antiveleni guidato dal professor Carlo Locatelli, che sarebbero stati conclusi e pronti per essere trasmessi in Procura. Così come è solo questione di giorni per gli esiti delle autopsie svolte sui corpi delle due donne dal medico legale Benedetta Pia De Luca, che saranno consegnati la prossima settimana, dopo la prova dei vetrini sugli organi che sarà condotta a Bari, alla presenza delle parti.


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