Scienza e tecnologia

3 giochi che ho abbandonato a un passo dal finale

Non sempre videogiocare è un passatempo spensierato, a volte, soprattutto guardando a certe categorie o software house, portare a termine un titolo equivale a compiere uno sforzo atroce. E così, spesso, mi è capitato di non riuscire a giungere ai titoli di coda. Anzi, questi tre videogiochi li ho abbandonati ad un tiro di schioppo dal finale.

Il primo della lista è, ahimè, Far Cry 5. L’apoteosi dei titoli “alla Ubisoft” mi ha accolto come buona parte dei videogiochi della software house francese. E così mi sono immolato in questo mondo di gioco consapevole che sarebbe stata la solita “tiritera”. Sono andato avanti per inerzia, ho portato a compimento molte missioni principali e qualche secondaria, ma ad una certo punto ho iniziato a sentire una forte stanca. Dopo tre capitoli di Far Cry un po’ uguali a se stessi ed una sfilza di altre IP Ubisoft che si mescolano da anni, ad un certo punto la noia ha avuto la meglio su di me. E così, ad un passo dal finale, ho abbandonato l’avventura action open-world.

Chiamatemi folle, ma non sono mai riuscito a finire Grand Theft Auto Vice City. Il capolavoro Rockstar Games, l’unico della saga principale che non ho concluso, mi ha preso in contropiede in un periodo nel quale il mio interesse per i videogiochi stava esplodendo. Erano passati dall’essere un passatempo saltuario, quasi riempitivo, ad un qualcosa di molto vicino al concetto di passione. E così, insieme al titolo Rockstar Games, ai tempi mi feci prendere la mano recuperando diversi altri videogiochi che cannibalizzarono il mio tempo libero ed i pochi risparmi che avevo all’epoca. Da lì il misfatto: GTA Vice City rimase sugli scaffali, incompiuto.

Infine, il più grande rammarico degli ultimi anni è non aver portato a compimento il primo Kingom Come: Deliverance. Il primo capitolo della serie Warhorse mi aveva letteralmente stregato, proponendomi un mondo medievale ricchissimo di sfaccettature, credibile e meraviglioso. Era ed è ancora oggi uno dei migliori medieval-sim di tutti i tempi, ma aveva dei difetti troppo grandi per essere ignorati. Il sistema di combattimento su tutto era legnoso, difficile da digerire ed apprendere. Le meccaniche di gioco, per quanto innovative, erano decisamente acerbe e quindi, di conseguenza, non sono riuscito a portare a compimento l’avventura, mollandola poco prima del finale. Per fortuna Warhorse si è rifatta con Kingom Come: Deliverance 2, un titolo nettamente più riuscito.


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