Click day Vesta, caos totale: sito in tilt e famiglie in coda per ore

Il sito sbanda e si inchioda tre minuti prima di mezzogiorno, con migliaia di persone attaccate al pc o a cellulari e tablet. Tutte in attesa di ricevere il bonus Vesta, il contributo della Regione da 800 a 1.200 euro per i bimbi da 0 a 6 anni. Il click day doveva partire alle 12 in punto, c’è voluta quasi un’ora perché la piattaforma dedicata si mettesse in moto. Risultato: chi può prova a restare collegato, riuscendo effettivamente a compilare la domanda tre, quattro, anche cinque ore dopo.
Chi non ha modo – è oltretutto un giorno lavorativo – abbandona e perde il treno. La situazione si normalizza nel tardo pomeriggio, la coda scende e all’ora di cena l’accesso è sostanzialmente immediato. Alle 16 le richieste inoltrate erano circa 7mila (su una capacità potenziale di circa 20mila) ma le somme si potranno tirare solo oggi perché il bando si è chiuso all’una di notte: la Regione ha concesso 60 minuti in più.
Ma il pasticcio è fatto e già nell’immediato è un rimpallo di accuse e polemiche. L’opposizione compatta, da sempre contrarissima al meccanismo del click day, va all’attacco della giunta e «disastro, presa in giro, farsa» non sono neanche gli epiteti più hard. Il vicepresidente Maurizio Marrone, padre della misura a cominciare dal nome, dal logo che ricorda una fiamma e dal giorno scelto (ieri era il Natale di Roma), definisce all’inizio «probabile un attacco hacker» riprendendo una prima ricostruzione del Csi, il consorzio informatico degli enti pubblici piemontesi che si occupa della procedura. Anche perché in contemporanea subiscono rallentamenti più o meno 300 servizi di vari comuni. Inclusa la Città di Torino, che però precisa di non aver registrato disservizi significativi.
Ma presto si capisce che l’ipotesi sabotaggio non regge. Lo dice qualche ora dopo lo stesso Csi: «Poco prima delle 12 si è registrato un rilevante traffico di rete, di gran lunga superiore al traffico atteso in relazione al numero dei soggetti potenzialmente interessati al voucher Vesta». In altre parole, non si era calcolato un afflusso simile e la piattaforma è andata in tilt.
Al Grattacielo c’è ovviamente grande irritazione, anche perché da subito i profili social della Regione sono presi d’assalto da centinaia di utenti furiosi, tanto che i commenti vengono limitati. Il presidente Alberto Cirio non la nasconde nella nota che diffonde con Marrone, definendo i rallentamenti «atto grave che ha creato un disservizio a tanti cittadini» e scusandosi per il disagio «nonostante non sia responsabilità del governo della Regione». A tremare è ora la dirigenza del consorzio presieduto da Emilio Bolla. Cirio e Marrone chiedono chiarimenti e una relazione. «È nostra ferma volontà andare fino in fondo per accertare le effettive responsabilità, quanto accaduto è inaccettabile» aggiungono. Ma anche in maggioranza ci sono fibrillazioni. Lo stesso termine, «inaccettabile», è usato dalla Lega, che chiede la convocazione del Csi in commissione. «Pretendiamo scuse e immediate spiegazioni dall’ente che si dovrebbe occupare dei servizi informatici della Regione» tuona Fabrizio Ricca.
E nel centrosinistra è un tiro al bersaglio. Tutti più o meno chiedono di annullare il bando e di inserire le tradizionali graduatorie. «È un fallimento gigantesco dopo quello della prima edizione» attacca Avs, «c’è da mettersi le mani nei capelli, non si poteva fare peggio» incalza il M5s. Il Pd parla poi di «sostegno trasformato in una corsa a premi», Italia Viva di «disastro annunciato» e «lotteria istituzionale».
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