Liguria

Sargonia Dankha, al via il processo d’appello a Salvatore Aldobrandi

Genova. Un altro cold case potrebbe arrivare a sentenza a Genova. Davanti alla Corte di Assise di Appello del capoluogo oggi inizia il processo a Salvatore Aldobrandi, accusato dell’omicidio di Sargonia Dankha, una diciannovenne scomparsa da Linköping, nel sud della Svezia, il 13 novembre del 1995. Il suo corpo non è mai stato ritrovato.

La scomparsa di Sargonia Dankha

Aldobrandi, che ai tempi aveva 45 anni, aveva avuto con Sargonia una relazione secondo molti testimoni caratterizzata da violenza verbale e fisica, gelosia e possessività estreme e manie di controllo.

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Dopo la sua scomparsa era stato subito sospettato, ma le autorità svedesi avevano deciso di scagionarlo per l’assenza del corpo e di prove sufficienti. Questo nonostante che contro di lui la polizia svedese avesse raccolto molti indizi, tra cui tracce di sangue di Sargonia nell’appartamento e sull’auto che l’uomo aveva usato il giorno della scomparsa della ragazza.

Il processo in Italia a Salvatore Aldobrandi

Aldobrandi, oggi 75 anni, era poi tornato in Italia e si era trasferito a Sanremo, dove ha aperto una pizzeria. Quasi 30 anni dopo e su impulso dei parenti di Sargonia, in particolare del fratello, la procura di Imperia ha riaperto le indagini e deciso di rinviarlo a giudizio con l’accusa di omicidio, chiedendo per lui la custodia cautelare in carcere.

L’uomo è stato condannato in primo grado all’ergastolo nel dicembre 2024. I suoi avvocati hanno presentato appello sostenendo l’improcedibilità: l’ex pizzaiolo non poteva essere processato in Italia per un fatto avvenuto in Svezia. I difensori sostengono anche che le prove raccolte dalla polizia svedese sarebbero insufficienti e che molte testimonianze portate in aula non sono dirette, ma riferite e per questo imprecise o poco attendibili, complice anche il tempo trascorso.

 

 

 




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