Ancona, Conerobus apre ai privati, l’escalation ora fa paura: «Guai toccare i contratti»

ANCONA – L’incremento delle quote dei privati all’interno della compagine societaria di Conerobus (per ora) è solo nelle linee di indirizzo del Comune (socio pubblico insieme alla Provincia) e vergato sul piano di risanamento aziendale. Ma già dubbi e forti perplessità serpeggiano tra dipendenti, rappresentanti sindacali e anche tra i banchi dell’opposizione in consiglio comunale.
La ripartizione
Le quote pubbliche – di Comune e Provincia – arretrerebbero dal 70% al 51%. Quelle dei privati si allargherebbero dall’attuale 23% al 49%, con l’ipotesi di acquisire anche tutte le altre micro-quote oggi in possesso da altri Comuni del comprensorio. È questo l’orizzonte tracciato dal sindaco Silvetti, che intravede nei soci privati le competenze adeguate a cui affidare la dirigenza aziendale nella figura del loro rappresentante all’interno del consiglio di amministrazione. Un’escalation, sebbene soltanto ipotizzata, che ha messo in allarme la Rsu di Conerobus: «I dipendenti si stanno agitando, temono che con l’avanzata dei privati possano cambiare le prospettive di lavoro». Lo spettro di «turni più massacranti», riporta la Rsu, è dietro l’angolo. «Ma li abbiamo calmati – rassicura la rappresentanza sindacale unitaria – se i privati entrano come soci non vuol dire che il dipendente cambi casacca, il contratto collettivo rimane quello attuale». «Ma il modo in cui avverrà questo cambiamento deve essere prima condiviso con noi» avverte Luca Polenta, segretario generale Filt Cgil Marche. Il sindaco ha già annunciato la volontà di pubblicare una manifestazione di interesse per «aprire l’azienda al mercato». Sostanzialmente per far entrare nuovi soci privati. «Ma le prerogative di ingresso devono prima essere concordate e condivise con noi» ribadisce Polenta, che insieme alle altre segreterie sindacali ha inviato una richiesta scritta per un incontro a sindaco e vicesindaco. Francesco Rubini, consigliere comunale di Altra Idea di Città, interpreta l’accentramento delle figure dell’amministratore delegato e direttore generale nelle mani dei privati come «un passaggio, di fatto, ad una gestione privata». Teme per i lavoratori e intravede già «un taglio delle forze nei settori meno produttivi». «Il tpl – sottolinea il consigliere comunale Carlo Pesaresi, Diamoci del Noi – deve rimanere a completa gestione pubblica, anche nella sua governance». Sulla prospettiva ammette «di non averci capito molto, perché il sindaco non ci ha mai descritto nel dettaglio questo scenario e come intende raggiungerlo». «Aspettiamo spiegazioni dal sindaco» rincara la consigliera e segretaria comunale Pd, Federica Fiordelmondo.
La bacchettata
«Se l’iniezione di liquidità verso Conerobus si limita ad un milione di euro da parte dei privati, non c’è da stare tranquilli» bacchetta la segretaria Pd, che non vede di buon occhio nemmeno il rincaro del 10% del prezzo dei biglietti: «Pensare all’aumento dei biglietti, con un contemporaneo incremento dei disservizi – che sono palesi – è assolutamente inaccettabile». «Zinni, tempo fa, lo aveva categoricamente escluso – evidenzia Pesaresi – poi, invece, il sindaco conferma le intenzioni di aumentare il costo dei titoli di viaggio. È chiaro che siamo sulle montagne russe. Non c’è chiarezza».




