Veneto

Il vicesindaco Antonio Bressa Inaugura la quinta edizione di “Duezerocinquezero”

Si è aperta oggi 21 aprile a Padova la quinta edizione di Duezerocinquezero, il Forum nazionale sull’energia e sulla sostenibilità, in programma fino a giovedì 23 aprile al centro culturale Altinate San Gaetano. A inaugurare i lavori è stato il vicesindaco di Padova, Antonio Bressa, che ha sottolineato fin da subito il valore dell’iniziativa per il territorio: «Duezerocinquezero è un appuntamento sempre più consolidato. Ci inorgoglisce – ha detto il vicesindaco – il fatto che si tenga nel comune di Padova, città che ha messo al centro i temi della transizione energetica e della sostenibilità e che ci permette di concentrare attenzioni, scambiare buone pratiche, avere un confronto con gli stakeholders, vedere quali sono le innovazioni e trend in questo ambito».

Roberto Gasparetto-2

Il Forum, patrocinato da Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Regione del Veneto, Rai Veneto, comune di Padova, Università degli Studi di Padova e AssoESCo, è organizzato dall’associazione culturale Duezerocinquezero con il sostegno, tra gli altri, di HSE – Hera Servizi Energia (Gruppo Hera) e Harley&Dikkinson. Nel suo intervento Bressa ha richiamato il contesto internazionale e le sue implicazioni: «Siamo di fronte ad un momento cruciale, la seconda crisi dopo quella dell’aggressione in Ucraina, con il conflitto in Iran che ci pone davanti ad alcune scelte che non sono più rimandabili». Il vicesindaco ha evidenziato come, a differenza della precedente crisi, oggi si parli meno dell’urgenza di accelerare la transizione energetica, ribadendo però che «questo cambiamento non è più rimandabile». Secondo Bressa, la transizione energetica non riguarda soltanto la sostenibilità ambientale, ma incide direttamente sugli equilibri geopolitici ed economici: ha infatti sottolineato che si tratta di «un fattore cruciale nell’ambito della geopolitica» e di una condizione necessaria per garantire competitività alle imprese e sostenibilità economica per i cittadini. Il vicesindaco ha quindi posto l’attenzione sull’impegno concreto della città, ricordando l’obiettivo della neutralità climatica al 2030 e i risultati già raggiunti, come il numero record di impianti fotovoltaici in attività nel territorio. Ha inoltre annunciato che «in questi giorni si sta completando la posa dei pannelli fotovoltaici sui tetti dell’interporto per dare vita ad una CER che servirà alle aziende della zona industriale», dichiarando poi il ruolo di Padova come laboratorio di innovazione anche su mobilità elettrica e aree verdi.

Francesca Da Porto

Ai saluti istituzionali hanno preso parte anche Roberto Gasparetto, presidente di AcegasApsAmga (Gruppo Hera), Francesca da Porto, prorettrice con delega alla Sostenibilità dell’Università di Padova e Fabio Ambrosiani, head of Legal di WST Law & Tax Firm, partner tecnico-scientifico del Forum. Nel suo intervento, Gasparetto ha spiegato il ruolo delle multiutility nel processo di trasformazione: «Noi non pensiamo di essere la silver bullet che risolve il problema, ma pensiamo di essere, insieme a chi ha le competenze, gli attori di un cambiamento virtuoso». Ha quindi ribadito la responsabilità delle scelte attuali: «Abbiamo una prospettiva davanti molto lunga; perciò, abbiamo una responsabilità delle scelte che facciamo in questo momento e per il futuro». Il presidente di AcegasApsAmga ha posto l’accento sulla necessità di una visione condivisa, osservando che la transizione richiede decisioni da prendere insieme e la capacità di superare i limiti attuali: «Ci troviamo di fronte a una transizione che richiede delle scelte che vanno condivise in un sistema ampio» e ha aggiunto, «bisogna fare delle scelte e bisogna farlo, lavorando insieme».

La prorettrice da Porto ha rimarcato il ruolo dell’università di Padova nel sostenere il confronto pubblico e nel tradurre i principi in azioni concrete: «Per l’università mantenere vivo il dibattito pubblico sulla transizione energetica è un obiettivo importante”. Ha poi evidenziato il duplice ruolo dell’ateneo, sia come luogo di conoscenza sia come soggetto attuatore: «Affrontiamo nella pratica le tematiche di cui si dibatte». La prorettrice ha ricordato i risultati raggiunti dall’Università di Padova in termini di sostenibilità, sottolineando come le iniziative sviluppate possano diventare modelli replicabili: «Siamo soggetti che, attuando iniziative sostenibili, riescono per primi nei percorsi di transizione energetica e sviluppiamo best practices che diventano driver per tutti». Tra gli esempi concreti, ha citato il campus Beato Pellegrino, gas free e alimentato da geotermia, i cui risultati sono stati condivisi con il Ministero dell’Ambiente.

Infine, Ambrosiani ha evidenziato il valore del confronto tra competenze diverse: «Far contaminare professionisti che hanno expertise diverse sulla stessa tematica e mettere al tavolo imprese, istituzioni, tecnici, professionisti potrebbe essere una spinta al cambiamento e al modo di ragionare”. Ha inoltre sottolineato come i momenti di discontinuità possano trasformarsi in opportunità: «I momenti di discontinuità potrebbero essere delle occasioni di innovazione, anche di cambiamento dei paradigmi su cui abbiamo vissuto fino ad oggi».
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