Umbria

Annega in piscina a 32 anni: Comune e gestori a processo come responsabili civili

di Chiara Fabrizi

Ammessa la citazione in giudizio come responsabili civili del Comune e di tre società coinvolte a vario titolo nella gestione della piscina e nel servizio bagnanti. Lo ha deciso il gup Maria Silvia Festa accogliendo la richiesta dei familiari di Amin Touaf, il 32enne annegato il 10 agosto 2024 nella piscina comunale di Marsciano, che si sono costituiti parti civili con gli avvocati Donatella Donati e Romina Fontetrosciani. In aula si tornerà a novembre.

Per la morte di Amin Touaf la Procura di Spoleto, col sostituto Vincenzo Ferrigno, ha chiesto il rinvio a giudizio di quattro persone per omicidio colposo. Si tratta dei due assistenti bagnanti in servizio quel giorno, ossia due ragazzi di Marsciano di 29 e 21 anni, e dei due rappresentanti legali di altrettante società coinvolte nella concessione e gestione della piscina di Marsciano, un 70enne e di un 41enne anche loro residenti nel territorio comunale. A rappresentare le difese sono gli avvocati Valeriano Tascini, Marco Angelini, Pietro Gigliotti e Antonio Cozza.

Stando alla ricostruzione degli inquirenti, Touaf si sarebbe immerso in acqua alle 15.11 circa quando, probabilmente a seguito di un’intensa ed eccessiva stimolazione nervosa, con conseguente squilibrio cardiocircolatorio dovuto a una pienezza gastrica, sarebbe sceso lentamente sul fondo della piscina, dove sarebbe rimasto per circa 7 minuti, inalando l’acqua della piscina e morendo per asfissia acuta da annegamento. Quando sono scattati i soccorsi era già troppo tardi.

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