Un agriturismo in Umbria nell’inchiesta dossier sugli ex 007

Un agriturismo a pochi chilometri dall’A1. È così che tocca l’Umbria l’inchiesta della Procura di Roma sugli accessi abusivi ai sistemi informatici della “Squadra Fiore”, accusata di realizzare report e dossier contenenti informazioni illecitamente e abusivamente raccolte.
Sul “Relais degli Ulivi” di Montelone d’Orvieto, ora in vendita, gli inquirenti si concentrano nel secondo filone d’indagine in cui ipotizzano il reato di peculato a carico di Giuseppe Del Deo, ex numero due dell’Aisi (Agenzia per la sicurezza interna) e già dirigente del reparto economico-finanziario, a cui la Procura di Roma riconosce, all’epoca dei fatti, un potere di fatto di negoziazione coi fornitori, oltreché la disponibilità di fondi per ragioni d’ufficio, anche in virtù di deleghe a operare sul conto corrente intestato alla Presidenza del Consiglio dei ministri.
L’ipotesi ruota intorno al contratto sottoscritto il 16 giugno 2023 per l’acquisto di “Nexus”, un software venduto a 10 milioni di euro e acquistato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri: la metà della cifra pattuita sarebbe stata pagata, dopodiché viene esercitata la facoltà di recesso.
“Nexus” sarebbe stato venduto a Palazzo Chigi dalla Sind srl, che si occupa di sistemi di riconoscimento facciale e biometrici, la cui proprietà è ripartita tra Maticmind (socio di maggioranza), di cui fino al novembre 2025 è stato presidente del Cda Carmine Saladino, mentre il 12 per cento è in mano alla FraFin srl, società che gli inquirenti considerano riferibile agli imprenditori Nicola Franzoso ed Enrico Fincati.
Nel corso delle indagini è emerso che Nexus sarebbe una sorta di “software universitario opensource” dalle scarse qualità tecniche, quindi considerato venduto all’autorità pubblica a un prezzo notevolmente sopravvalutato. Sind srl, peraltro, sarebbe nata e cresciuta come società monocliente fino alla fine del 2023, con l’unico cliente che sarebbe stata la Presidenza del consiglio dei ministri.
Da qui l’approfondimento dei rapporti sull’ormai ex 007 Del Deo e sugli imprenditori Franzoso e Fincati; tutti loro, secondo alcune persone sentite dalla Procura di Roma, si incontravano anche nell’agriturismo di Monteleone d’Orvieto. Tra i tre, per i magistrati, sarebbero emersi forti intrecci di interessi economici che delineerebbero perfino un parallelismo tra la carriera imprenditoriale dei due e lo sviluppo professionale del funzionario pubblico.
Fincati e Franzoso sono i proprietari della Residenza degli Ulivi società agricola a responsabilità limitata che gestisce l’agriturismo Relais Gli Ulivi di Monteleone d’Orvieto, acquistato il 29 aprile 2019 a 850 mila euro. La Sind, secondo le indagini, nel 2019 ha corrisposto alla società agricola controllata finanziamenti infruttiferi per 921 mila, con il supporto economico che nel 2020 sarebbe stato incrementato fino a 1,3 milioni. E ancora: la partecipazione di Sind nella Residenza degli Ulivi, che dista pochi chilometri dall’uscita di Fabro dell’autostrada A1, sarebbe aumentata anche nei tre esercizi successivi per coprire le perdite di esercizio.
Gli inquirenti hanno quindi rilevato la presenza in prossimità dell’agriturismo umbro di alcuni collaboratori di Del Deo, che avrebbero anche avuto contatti col personale dell’agriturismo e con commercianti e fornitori della zona. Tra finanziamenti e movimenti, dunque, la Procura di Roma ritiene di aver acquisito una pluralità di indizi che la inducono a ritenere che Del Deo possa essere contitolare di fatto dell’agriturismo di Monteleone d’Orvieto di proprietà della Sind. La società che ha venduto Nexus alla Presidenza del consiglio quindi all’Aisi quando Del Deo aveva un potere di fatto di negoziazione coi fornitori e deleghe a operare sul conto corrente intestato alla Presidenza del Consiglio dei ministri.
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