Dall’online ai Gratta e vinci: gli umbri nel 2025 hanno perso 800mila euro al giorno

di Daniele Bovi
Quasi 800mila euro al giorno, per la precisione 792.739 e spiccioli. Tanto hanno “bruciato” gli umbri nel 2025 per il gioco pubblico e legale secondo i dati della relazione sul settore pubblicata nelle scorse ore dal ministero dell’Economia e delle Finanze. In media tra slot, scommesse, Lotto, Superenalotto, l’ormai enorme settore dell’online e così via, si parla di 340 euro a testa, calcolando però anche chi – come ad esempio neonati o bambini – non ha mai speso un euro.
I numeri Il dato, già di per sé significativo, diventa più chiaro se si distingue tra quanto denaro viene semplicemente giocato e quanto invece viene effettivamente perso dai cittadini. Il volume complessivo delle puntate in Umbria sfiora i due miliardi di euro l’anno (1,990 e rotti), mentre la perdita reale, cioè la differenza tra giocate e vincite, si ferma a poco meno di 290 milioni. È questa cifra a rappresentare l’impatto concreto sull’economia locale: risorse che escono dia portafogli delle famiglie e dal circuito del consumo quotidiano per confluire nel sistema del gioco legale, senza tenere ovviamente conto del sommerso. A livello provinciale, il volume del giocato nella provincia di Perugia sfiora gli 1,5 miliardi di euro, mentre in quella di Terni si attesta a quota 513 milioni.
La relazione Nel complesso, lo Stato incassa dalla regione oltre 146 milioni di euro, una quota che deriva in larga parte proprio dai segmenti più diffusi e capillari del settore. Guardando alle diverse tipologie di gioco, non tutte le forme di azzardo incidono allo stesso modo sulle tasche dei cittadini. Il segmento che muove più denaro in assoluto è quello dei giochi di abilità online, come poker e casinò virtuali, che da soli generano volumi enormi, vicini agli 880 milioni di euro. Una parte consistente di queste somme viene però rigiocata più volte e il peso delle perdite nette (circa 40 milioni) risulta relativamente più contenuto rispetto ad altre forme di gioco.
Slot e non solo A incidere maggiormente sulle economie familiari sono invece i giochi fisici, quelli più vicini alla vita quotidiana. Le cosiddette AWP, le slot machine presenti in bar, tabaccherie e circoli, rappresentano la prima voce di perdita in Umbria. In un anno hanno sottratto ai giocatori circa 76 milioni di euro complessivi. Subito dopo si collocano i Gratta e Vinci, le lotterie istantanee, che superano i 60 milioni di euro di perdite regionali. Insieme, questi due strumenti da banco e da tabaccheria rappresentano la parte più stabile e diffusa del sistema del gioco legale. Strumenti facilmente accessibili, immediati e presenti capillarmente sul territorio; caratteristiche che li rendono i principali canali attraverso cui si concentra la perdita economica.
Vlt e scommesse Un ruolo significativo è giocato anche dalle videolottery, le VLT, presenti nelle sale dedicate e nelle sale gioco. Si tratta di apparecchi più evoluti rispetto alle slot tradizionali, capaci di accettare importi più elevati e di produrre una velocità di gioco superiore. In Umbria generano complessivamente oltre 33 milioni di euro di perdite. Accanto a questi, le scommesse sportive rappresentano un altro segmento rilevante. Tra punti fisici e piattaforme online, il comparto assorbe oltre 27 milioni di euro di perdite complessive nella regione. Il calcio, letteralmente inondato dalle aziende del settore, resta ovviamente il motore principale, seguito da tennis e altri sport, con una crescita costante della componente digitale.
Il Lotto e gli altri Anche i giochi storici mantengono un peso significativo. Il Lotto sottrae ai giocatori umbri oltre 26 milioni di euro mentre il Superenalotto, legato soprattutto alla speranza del jackpot da sogno, incide per circa 10 milioni. Se si guarda al volume complessivo del gioco, in testa dopo gli 880 milioni dell’online ci sono quasi 251 milioni dei Gratta e vinci, 218 delle scommesse sportive e altrettanti delle slot piazzate in bar o tabaccherie, i 217 delle videolottery, i 96 del Lotto, i 50 delle scommesse virtuali e i 21 del Superenalotto. Le altre modalità di gioco legale presentano volumi minori.
Le regioni I 340 euro a testa secondo i calcoli di Umbria24 fatti sui numeri della relazione del Mef, collocano la regione, per fortuna, non ai primi posti. In testa ci sono molte regioni del Sud ma non solo: a svettare sono Campania (478 euro a testa, Abruzzo (468), Molise (414), Puglia (408), Calabria (394), Lombardia (381), Lazio (373) e via via tutte le altre. In fondo invece ci sono il Trentino con 237 euro a testa e la Valle D’Aosta con 202.
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