Lazio

«Prigionieri in casa nostra tra ascensori rotti e infiltrazioni»

Non è soltanto una questione amministrativa: per molti residenti è diventata una prova quotidiana di resistenza. Nel quadrante dell’VIII Municipio, tra gli edifici popolari di Tor Marancia, il disagio abitativo si traduce in scale da affrontare a piedi, facciate che si sgretolano e infiltrazioni che avanzano silenziose dentro le case.

È in questo contesto che, sabato 18 aprile, gli inquilini della palazzina H di viale di Tor Marancia 119 si sono riuniti in assemblea pubblica insieme all’Unione Inquilini e all’agenzia Diritti “Nuova Cittadinanza”, trasformando la frustrazione in una richiesta collettiva di risposte.

A diventare emblema della situazione è l’ascensore fuori uso da dicembre 2025. Da allora, cinque mesi di attesa hanno isolato di fatto i piani più alti, rendendo la vita quotidiana particolarmente difficile per anziani, famiglie con bambini e persone fragili.

Alcuni residenti al quarto piano, raccontano una quotidianità segnata dalla fatica: «Ogni giorno è una sfida. Non possiamo continuare così, soprattutto per chi ha problemi di salute o bambini piccoli. Qui si rischia di restare bloccati in casa». Ancora più critica la situazione ai piani superiori, dove diversi anziani hanno progressivamente ridotto le uscite. «C’è chi non scende da settimane».

Il problema, però, non si esaurisce nell’ascensore. I cornicioni pericolanti sono stati delimitati con transenne che da provvisorie sono diventate permanenti, mentre all’interno degli appartamenti l’umidità continua a farsi strada.

Paolo, inquilino da oltre trent’anni, mostra le pareti segnate dalle infiltrazioni: «Abbiamo segnalato più volte, ma non è cambiato nulla. Le condizioni peggiorano e le risposte non arrivano».

Di fronte a quella che viene percepita come una gestione inefficace, l’Unione Inquilini ha deciso di strutturare la protesta. L’assemblea di Tor Marancia rappresenta una tappa di un percorso più ampio che porterà alla redazione di un dossier complessivo sulle criticità degli immobili gestiti dall’Ater.

L’obiettivo è raccogliere segnalazioni e documentazione per costruire un quadro dettagliato delle carenze, superando la frammentazione delle singole denunce. «Serve una vertenza collettiva», è la linea ribadita dai rappresentanti dell’associazione, convinti che solo un’azione coordinata possa incidere realmente.

All’incontro hanno preso parte anche esponenti delle istituzioni locali e regionali, che hanno provato a delineare possibili soluzioni.

Tra le proposte, quella di interventi strutturali di riqualificazione, considerati più efficaci rispetto a finanziamenti sporadici, e misure per alleggerire il peso delle morosità accumulate negli anni della pandemia.

Dal Municipio arriva anche l’invito ai cittadini a organizzarsi in forme di partecipazione attiva, per rafforzare il dialogo con le istituzioni e trasformare le criticità in richieste politiche strutturate.

Nel frattempo, però, la realtà quotidiana resta immutata: scale da salire, muri da rattoppare e una sensazione diffusa di attesa che, giorno dopo giorno, si trasforma in esasperazione.

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