sei colossi delle infrastrutture in corsa per la nuova tranvia Termini-Tor Vergata
Il futuro della mobilità nel quadrante orientale di Roma compie il passo più atteso e importante.
La maxi-gara pubblica bandita dal Campidoglio per la progettazione e la realizzazione della nuova Linea G — l’infrastruttura tramviaria destinata a collegare il centro storico con il polo universitario e ospedaliero di Tor Vergata — ha incassato l’offerta formale di sei grandi consorzi industriali.
La risposta del mercato blinda l’opera e accelera i piani di Palazzo Senatorio, intenzionato a ridefinire i collegamenti di una delle aree più congestionate e popolate della Capitale.
L’appalto ha un valore complessivo che sfiora i 300 milioni di euro e rappresenta il pilastro strategico del piano del ferro comunale.
Nelle prossime settimane prenderà il via la fase di valutazione delle buste tecniche e delle offerte economiche per individuare il vincitore.
La tabella di marcia imposta dall’amministrazione è serrata: l’obiettivo è completare le verifiche burocratiche entro la fine del 2026 per aprire i primi cantieri nei primi mesi del 2027.
Addio al trenino giallo: la rivoluzione dei 13 chilometri di binari
La Linea G non sarà una semplice linea aggiuntiva, ma nascerà dalle ceneri e dalla totale riconversione della ex ferrovia Termini-Centocelle, lo storico “trenino giallo” della Casilina scivolato negli ultimi anni in un declino strutturale irreversibile tra guasti ai binari ottocenteschi e continui blocchi del servizio.
Il nuovo progetto prevede il totale ammodernamento tecnologico del tracciato esistente e il suo prolungamento: la linea si svilupperà per 13 chilometri totali e servirà 25 fermate, uscendo dai confini di Centocelle per spingersi fino al cuore del quartiere di Tor Vergata, un bacino che ogni giorno muove decine di migliaia di studenti, ricercatori, medici e pazienti verso le facoltà e il Policlinico.
Il restyling non toccherà solo i binari: saranno installati nuovi sistemi digitali di gestione della circolazione, sottostazioni elettriche di ultima generazione, banchine d’attesa accessibili e un deposito officina dedicato per la manutenzione dei convogli moderni ad alta capacità.
Lo scoglio dei cantieri sulla Casilina: lavori a tappe per evitare la paralisi
La vera sfida logistica ed economica si giocherà tuttavia sulla gestione dell’ordine pubblico stradale. Via Casilina è una delle arterie più sature e trafficate di Roma e l’impatto di un cantiere di queste proporzioni rischia di paralizzare l’intero quadrante Est.
Proprio per scongiurare il blocco della viabilità privata e dei mezzi di superficie, i tecnici comunali stanno mettendo a punto un piano di cantierizzazione a tappe progressive.
I lavori avanzeranno per micro-tratte successive, isolando e riqualificando un segmento per volta, in modo da limitare i restringimenti di carreggiata e proteggere il flusso quotidiano dei residenti.
La trincea dei pendolari in attesa del 2027
Per i quartieri popolari di Roma Est la realizzazione della Linea G rappresenta una promessa di riscatto urbano attesa da un decennio.
La chiusura definitiva della vecchia linea ferroviaria ha lasciato una ferita profonda nei collegamenti quotidiani, obbligando migliaia di passeggeri a riversarsi sulle linee di autobus e sulle vetture private, congestionando ulteriormente il traffico.
In questi mesi il Campidoglio è intervenuto potenziando le linee bus di superficie, ma la vera svolta strutturale passerà inevitabilmente per il ferro del nuovo tram, destinato a ridefinire i tempi di viaggio e il volto architettonico della periferia orientale della città.
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