San Lorenzo, si riaccendono le luci all’ex Cinema Palazzo
Nel cuore di Piazza dei Sanniti, tra le vie del quartiere universitario di San Lorenzo, un cinema a lungo rimasto sospeso tra abbandono e contenziosi giudiziari torna oggi a essere attraversato da voci, musica e pubblico.
Il 19 aprile ha segnato infatti l’apertura ufficiale del nuovo Cinema Palazzo, inaugurato con una serata evento che ha unito ospiti della scena culturale, tra cui la presenza di Sabrina Guzzanti e la proiezione di un film di Buster Keaton (1928 film).
La riapertura segna la trasformazione radicale di quello che per anni è stato un ex cinema abbandonato e poi al centro di una lunga vicenda di occupazioni, sgomberi e cambi di proprietà.
A guidare il nuovo corso è l’imprenditore Luca Carinci, già noto per l’esperienza dell’Alcazar, che ha affidato la direzione artistica al collettivo milanese Arte Settima.
Il progetto punta a ridisegnare completamente la funzione dello spazio, trasformandolo in un centro culturale polifunzionale. Accanto alla programmazione cinematografica, il nuovo Cinema Palazzo ospiterà spettacoli teatrali, concerti e performance dal vivo.
Durante il giorno, gli ambienti saranno destinati anche a coworking e attività di studio, con l’obiettivo di intercettare la quotidianità di un quartiere popolato da studenti e giovani lavoratori. Prevista anche l’apertura di un bar interno come punto di aggregazione stabile.
Una trasformazione che chiude una lunga fase di incertezza iniziata nel 2011, quando l’immobile fu occupato per impedire un cambio di destinazione d’uso legato a un progetto commerciale.
L’esperienza, durata anni e diventata simbolo di autogestione culturale, si era conclusa con lo sgombero del 2020 e con il successivo ritorno sul mercato dell’edificio, accompagnato da ipotesi di riqualificazione di tipo privato.
Oggi il nuovo assetto divide però la scena pubblica e politica locale. Da un lato c’è chi legge l’intervento come un esempio di rigenerazione urbana riuscita, capace di restituire alla città uno spazio vivo e produttivo.
Dall’altro, le voci legate all’esperienza precedente parlano di discontinuità e perdita di un progetto collettivo, sottolineando la distanza tra quella stagione e l’attuale impostazione più legata al mercato culturale.
Tra memoria e trasformazione, il nuovo Cinema Palazzo si inserisce così nel più ampio dibattito romano sul destino degli spazi culturali dismessi: riqualificazione o sostituzione, continuità o rottura. Una domanda che, nel quartiere, resta ancora aperta.
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