Incendio in una cella, feriti e aggressioni: giornata di tensioni in carcere
Sassari
La denuncia del segretario del sindacato di polizia penitenziaria ConSiPe, Roberto Melis: “Il sistema è al limite”
Incendio di una cella e aggressioni ad un detenuto e un agente. Una giornata di tensioni e disordini all’interno del carcere di Bancali, a Sassari.
A denunciare quanto accaduto è il segretario del sindacato di polizia penitenziaria ConSiPe, Roberto Melis, che parla di una situazione fuori controllo.
Secondo quanto riportato dal sindacato, sabato un detenuto avrebbe dato fuoco alla propria cella, provocando un denso fumo e mettendo a rischio l’intero reparto. Durante l’intervento di soccorso, una plafoniera danneggiata dal calore si è staccata, colpendo lo stesso autore del gesto, che ha perso conoscenza ed è stato trasportato in ospedale. Altri due detenuti sono stati evacuati per precauzione e trasferiti in un’altra sezione.
Ma l’episodio potrebbe non essere stato isolato. In base a una prima ricostruzione fornita dal sindacato, l’incendio sarebbe stato utilizzato come diversivo da altri detenuti per portare a termine un’aggressione ai danni di un altro recluso di altra sezione, sfruttando la confusione generata dall’emergenza.
L’uomo ritenuto responsabile del rogo è stato successivamente individuato e trasferito in un altro istituto dell’isola.
Il sindacato ha dichiarato che la tensione non si sarebbe fermata qui. Nella stessa giornata, durante una perquisizione, un detenuto appena arrivato avrebbe aggredito un agente della polizia penitenziaria, prima lanciandogli contro delle scarpe e poi colpendolo con un pugno al volto.
Il poliziotto è stato medicato dal personale sanitario, mentre l’aggressore è stato bloccato e riportato alla calma.
Dura la presa di posizione del sindacato, che denuncia una situazione insostenibile: “Gli agenti continuano a subire aggressioni e a operare in condizioni di forte rischio”, ha spiegato Melis. “Il sistema penitenziario è al limite: servono rinforzi negli organici, strumenti adeguati e una risposta concreta da parte delle istituzioni”.
Domenica, 19 aprile 2026
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