Alla Mezza maratona di Torino il nonno runner batte il record mondiale over 90: due ore e 7 minuti

È stata la Mezza maratona di Torino da primato, visto che – assieme alla “Dieci” – ha raccolto oltre ottomila partecipanti che hanno corso da, e fino in, piazza Vittorio Veneto, sede della partenza e dell’arrivo in riva al Po. È stata la Mezza di Torino della consacrazione internazionale, con la vittoria del kenyano Exidor Simon Duci che ha completato la distanza di 21,097 km in 1h03’36”, seguito dal connazionale Kodgei Jakob e da Francia Patrik, della Reggio Asd; fra le donne, invece, successo di Laura Restagno della Mondovì Acqua San Bernardo (1h23’11”) seguita da Elena Cristina Masili dell’Atletica Monterosa e da Celeste Albertino.
Ma è stata soprattutto la Mezza del record mondiale di Giuseppe Damato: nato a Borgaretto, alle porte di Torino, 90 anni compiuti il 9 gennaio, la scorsa settimana a Milano aveva battuto il primato mondiale M90 (novant’anni e più) della maratona che risaliva al 2023, abbassando il tempo di ben un’ora e 44 minuti, e stavolta ha polverizzato sulle strade di casa quello della mezza maratona, chiudendo in 2h7’36”.
«Mi alleno 3-4 volte a settimana: faccio di solito 10-15 km se ho in vista delle 10 km o delle mezze, mentre corro tra i 15 e i 25 se preparo la maratona. Poi però vado spesso di corsa al cimitero da mia moglie: sono 18 km, tra andata e ritorno» spiega Damato.
Programmi futuri? «Di sicuro a maggio parteciperò alla Tutta Dritta: la organizza la mia società, la Borgaretto, a cui sono tanto riconoscente – risponde il campione novantenne – E poi chissà, se a novembre starò bene, magari potrei fare un pensierino alla maratona di Torino…». Che lo scorso 23 novembre, alla quindicesima partecipazione a una maratona, aveva completato in 4h30’01”. «Ho iniziato a correre da poco, a 73 anni – racconta – prima andavo in bicicletta, poi ho avuto un incidente e mia moglie me l’ha vietata».
Ma la Mezza di Torino è stata anche la gara di Damiano Panaia che, proprio nella Giornata Nazionale per la donazione il trapianto di organi, ha corso assieme ai medici che appena un anno fa, alle Molinette, gli hanno trapiantato un cuore nuovo: «È stato come chiudere un cerchio» sorride mentre il suo cardiologo, Massimo Boffini, parla di «ripresa ottimale». Come dire, una vittoria che vale doppio.
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