Friuli Venezia Giulia

Turismo istriano, in Croazia l’inflazione galoppa. La causa è la crisi energetica

20 aprile 2026 – ore 07:00 – Pasqua è appena trascorsa, i primi calori primaverili serpeggiano anche a Trieste. E per molti cittadini e famiglie il pensiero è tutto rivolto alle vacanze che, in molti casi, significano l’Istria e le sue spiagge. Era così per i triestini un secolo fa, lo è anche tutt’oggi. Tuttavia, se già negli anni passati vi erano state notevoli lamentele sui rialzi dei servizi di ristorazione e alberghieri dovuti ad un (mal controllato) passaggio all’euro, oggigiorno la sorpresa più sgradevole giunge dall’inflazione in generale, un po’ su tutto.
I dati comunicati dall’Istituto nazionale di statistica (Dzs) confermano che l’inflazione corre, anzi galoppa in Croazia, con i prezzi al consumo aumentati del 4,8% su base annua. Non c’erano rialzi simili dall’ottobre del 2023, tre anni or sono.
Si osserva in generale una inversione di tendenza dopo i valori di inizio anno, con il 3,3% a dicembre, il 3,4% a gennaio e il 3,8% a febbraio, e a spingere i prezzi sono stati i costi legati all’abitazione, dato che la voce ‘casa, acqua, energia e combustibili’ ha registrato un aumento dell’11,1% su base annua, risultando la voce con il peso maggiore nel paniere, un dato che riflette l’impatto dell’energia sulle famiglie tra affitti, manutenzione e utenze domestiche.

Tra le altre categorie in crescita si segnalano alcol e tabacco con un +7,5%, i trasporti con un +7%, la ristorazione e il turismo con un +6% e i servizi culturali e ricreativi con un +4,4%, mentre gli aumenti per gli alimentari sono del +3,3% e per la sanità del +3,6%, e in controtendenza si collocano i prezzi di abbigliamento e calzature con un -2,4%, l’istruzione con un -1,6% e l’arredamento con un -0,3%.
Guardando alle componenti principali, l’energia resta il motore dell’inflazione con un aumento dell’11,2%, e si rilevano crescite anche per i servizi (+7,8%) e per il comparto alimentare, bevande e tabacco (+3,9%), mentre i beni industriali non energetici registrano una flessione. Nel confronto con il mese di febbraio, i rincari più marcati si registrano per abbigliamento e calzature (+6,3%) e per i trasporti (+4,7%), seguiti da comunicazioni, sanità e costi abitativi con aumenti più ridotti, e l’unico calo riguarda il settore ricreativo e culturale. Secondo l’indice armonizzato europeo (HIPC), l’inflazione in Croazia si attesta al 4,6% su base annua, confermando una dinamica più sostenuta rispetto a molti altri Paesi dell’Unione europea.

Articolo di Zeno Saracino




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