“Il coraggio di Rosa” contro il muro dell’omertà: a Palazzo De Stefani di Girifalco il grido di libertà delle donne di mafia

Nelle sale del Palazzo De Stefani Ciriaco, a Girifalco, si è svolto nel pomeriggio del 16 aprile un intenso momento di riflessione sul ruolo delle donne nei contesti mafiosi, promosso dal Lions Club Terra dei Feaci nell’ambito delle attività del Distretto Lions 108YA.
Marisa Manzini e il coraggio di Rosa
Protagonista dell’incontro è stata la magistrata Marisa Manzini, sostituto procuratore generale presso il Tribunale di Catanzaro, che ha presentato il suo libro “Il coraggio di Rosa”. L’opera racconta la storia di una donna che, dopo essere stata trascinata in una realtà dominata dalla ’ndrangheta, trova la forza di ribellarsi e collaborare con la giustizia, rompendo il muro dell’omertà.
I temi del dibattito: donne e ‘ndrangheta
A dialogare con l’autrice è stato il giornalista Antonio Negro, componente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, che ha guidato il confronto mettendo in luce i temi centrali del libro: la condizione femminile nelle famiglie mafiose, il controllo esercitato sulle donne e le difficoltà di sottrarsi a un sistema chiuso e violento.
La condizione femminile e i “suicidi di mafia”
Nel corso dell’incontro, Manzini ha evidenziato come, all’interno delle organizzazioni criminali, le donne siano spesso private della libertà e costrette a vivere secondo regole rigide, dove denunciare significa mettere a rischio la propria vita. Particolarmente toccante il riferimento ai casi di cosiddetto “suicidio di mafia”, forme estreme di violenza che testimoniano la brutalità di questi contesti.
Interventi e partecipazione della comunità
L’evento si è aperto con i saluti del presidente del Lions Club Terra dei Feaci, Rocco Chiriano, e si è arricchito degli intermezzi musicali di Vincenzo Saraceno, che hanno contribuito a creare un’atmosfera di partecipazione e coinvolgimento.
L’educazione come strumento di cambiamento
Un messaggio forte è emerso nel corso del dibattito: il cambiamento passa dall’educazione e dalla formazione delle nuove generazioni. La famiglia e la scuola diventano così presidi fondamentali per costruire una cultura della legalità e offrire alternative concrete a chi nasce in contesti difficili.
Un’occasione di sensibilizzazione sociale
L’incontro di Girifalco si è confermato, dunque, non solo come una presentazione letteraria, ma come un’occasione di sensibilizzazione civile, capace di accendere i riflettori su una realtà ancora troppo spesso sommersa e di valorizzare il coraggio di chi sceglie di dire “no”.
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